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Digital Tips #67 - La guerra dello Streaming e la battaglia dei messaggi

Digital Tip, Generale, Intellectual Property

#1 Streaming is the new black Dopo che Big Company come Apple, con Apple TV Channels, Amazon con Amazon Prime Video, Sky con NowTV e le italiane Rai con RaiPlay e Mediaset con Infinity, è la volta di Disney...

#1 Streaming is the new black

Dopo che Big Company come Apple, con Apple TV Channels, Amazon con Amazon Prime Video, Sky con NowTV e le italiane Rai con RaiPlay e Mediaset con Infinity, è la volta di Disney per sfoderare il suo attacco a Netflix con l’annuncio del suo servizio di streaming tv Disney+. La casa madre di Topolino è pronta per lanciare l’applicazione negli Stati Uniti già a partire dal 12 Novembre di quest’anno.
L’Amministratore Delegato Disney, Bob Iger, rivela anche il prezzo, 6,99 dollari, e lo motiva specificando che, trattandosi della prima iniziativa di questo genere da parte della compagnia, si tratta di una mossa dettata dall’obiettivo specifico di attrarre più utenti possibili, e ciò per ottenere pareggio e profitto entro i primi 3 anni dal lancio dell’applicazione.

Cosa offrirà Disney+?

Il format così concepito comprenderà oltre a tutti i classici del brand, anche i contenuti dei marchi di proprietà Disney quali Pixar, Marvel, National Geografic e Lucasfilm. Per il primo anno è già prevista la produzione originale di 10 film e 25 serie tv, l’intera collezione di 30 stagioni dei Simpson, i più amati e conosciuti film Pixar, più 3 spin off degli Avengers e l’intera saga Star Wars.
La domanda che tutti si pongono ora è: cosa farà Netflix?

 

#2 La controffensiva di Netflix: 

l’ora degli investimenti

Se i concorrenti del colosso dello streaming stanno diventando sempre più agguerriti, Netflix non sembra mostrare preoccupanti segni di cedimento, rispondendo al fuoco avversario con poderosi investimenti. Di questi giorni è infatti la notizia che Netflix prevede di investire 200 milioni di euro nella produzione di film e serie tv targate Italia. Un impegno economico notevole che vede premiati il talento e la creatività italiani, e che sottolinea l’importanza strategica del nostro paese nel settore cinematografico e dell’intrattenimento, inserendo produzioni originali locali in una vetrina di portata internazionale. Giancarlo Leone, presidente APA (Associazione Produttori Audiovisivi) sostiene in proposito che la partnership tra produttori indipendenti italiani e Netflix costituisca un’opportunità unica che porterà con sé grandi vantaggi in termini di visibilità dei talenti e dei prodotti Made in Italy.

Quali nuovi titoli troveremo?

È un progetto questo che segue una già avviata line up di contenuti quali Baby, sullo scandalo delle baby squillo, Suburra – La serie, sul tema della criminalità romana di Ostia, e Sulla mia pelle, film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi che ha anche regalato il David di Donatello al protagonista (di entrambe le produzioni) Alessandro Borghi. Alcune delle prossime uscite italiane su Netflix sono già state annunciate e tra queste figurano La Luna Nera, serie tv incentrata sul tema della stregoneria nel XVII secolo, Curon, film dalle tinte dark e soprannaturali, e l’adattamento del già celebre film tratto dal romanzo di Federico Moccia Tre metri sopra il cielo.
Non resta che aspettare!

 

#3 Integrazione verticale: 

l’assorbimento di Messenger

Sembra che i lavori siano già cominciati e che Facebook presto assorbirà, almeno in buona parte, le funzionalità di messaggistica istantanea ora deputate alla app Messenger. Tale processo di assimilazione è stato scoperto dalla già nota hacker Jane Manchun Wang, conosciuta per le sue ricerche sulle funzionalità app e social media. Il riassorbimento di Messenger sembra una mossa giunta non a caso, dopo il down delle app di proprietà di Facebook la scorsa settimana e dopo gli innumerevoli problemi legati alla privacy e ai dati degli utenti. Molti si sono lamentati anche dell’eccessiva pesantezza dei tool della app in termini di consumo delle risorse hardware dello smartphone.

Cosa succederà a Messenger?

Per il prossimo futuro è dunque previsto l’accorpamento dei principali prodotti di messaggistica del portafogli a disposizione di Zuckerberg, Instagram, Whastapp e Messenger, che renderà possibile l’interscambio di messaggi da un social all’altro. Messenger tuttavia non scomparirà del tutto: continuerà ad essere presente come app a sé stante anche dopo l’integrazione, ma con funzionalità e scopo differenti rispetto ad ora.

Digital Tips #66 - Copyright, privacy e social-commerce

Digital Tip, Generale, Intellectual Property

#1 Il nuovo Copyright Europeo Negli ultimi giorni chiunque abbia provato a cercare una voce su Wikipedia si è trovato di fronte una pagina oscurata che recitava: “questa può essere la nostra ultima opportunità”.È infatti...

#1 Il nuovo Copyright Europeo

Negli ultimi giorni chiunque abbia provato a cercare una voce su Wikipedia si è trovato di fronte una pagina oscurata che recitava: “questa può essere la nostra ultima opportunità”.
È infatti stata approvata dal Consiglio Europeo la nuova direttiva sul diritto d’autore che regolamenta il copyright. Sono stati due in particolare gli articoli, 11 e 13, che hanno sollevato numerose polemiche: questi riguardano rispettivamente il compenso dovuto agli editori nel caso di riutilizzo di articoli giornalistici e la responsabilità delle piattaforme online.

L’articolo 11 concede agli editori l’esclusività di autorizzare la ripubblicazione di articoli. Questi e tutte le notizie dovranno essere soggette a licenza, tranne nei casi di “singole parole” o “brevi estratti”.

L’articolo 13 invece stabilisce che tutte le piattaforme online che consentono il caricamento di contenuti da parte di utenti (proprio come Wikipedia) devono acquisire specifiche licenze per tali contenuti.

Bruxelles ha approvato con 348 voti a favore la riforma il cui scopo sarebbe contrastare le Big Tech americane, che hanno sfruttato la loro posizione in proprio favore nelle ricerche internet e nella gestione di dati riservati degli utenti, e impedire che il loro dominio assoggetti anche l’Europa. Rimangono tuttavia dubbi su come Bruxelles intende affrontare la questione: di fronte a colossi come Google, Amazon, Apple (solo per citarne alcune) ricorrere all’Antitrust forse non è sufficiente, e nemmeno sarebbe una mossa in favore degli utenti e delle realtà aziendali che oggi godono dei benefici del Big Tech. Dunque, la domanda è: cosa e come faranno utenti e aziende, specialmente le piccole, che basano parte della loro attività su contenuti online queste nuove norme?

#2 Facebook: da “piazza pubblica” a “salotto di casa”

In una nota scritta sul social network, il patron di Facebook Mark Zuckerberg condivide i suoi piani per integrare Instagram, Whatsapp e Messenger al fine di spostare gli utenti verso conversazioni private: la strategia esposta nel suo Manifesto della Privacy, così come lo chiama Zuckerberg stesso, prevede uno spostamento delle interazioni Facebook da quella che oggi è una vera e propria “piazza pubblica” virtuale ad un più ristretto “salotto”.

Negli ultimi anni la piattaforma ha visto le critiche di molti proprio a causa della sua  privacy policy, che ne ha minato la reputazione generale. Ma Zuckerberg sembra essere questa volta intenzionato ad assecondare il desiderio degli utenti di comunicare in modo privato con i propri amici e/o contatti, tutelandone le conversazioni e facendoli sentire come nel proprio salotto di casa: un ambiente familiare e protetto. Nella sua nota sottolinea infatti che «la privacy dà alle persone la libertà di sentirsi ed essere sé stessi e dialogare in modo più naturale. Questo è il motivo per cui esistono i social network».

#3 Dallo shopping online al social-commerce: come fare acquisti su Instagram

Da tempo Instagram stava lavorando per integrare l’e-commerce alla piattaforma: fino a questo momento faceva da semplice veicolo tra consumatore e sito di riferimento, dove di fatto si svolgevano gli acquisti. Da oggi, per il momento soltanto negli Stati Uniti, acquistare direttamente su Instagram sarà possibile cliccando sul nuovo pulsante bluCheckout on Instagram”: dopo aver inserito la mail, confermato il metodo di pagamento e l’indirizzo di spedizione la app provvederà a completare l’ordine. Ci si aspetta che la funzione diventi presto disponibile in molti altri paesi.

La novità di Checkout ha l’intento di agevolare e rendere più veloce lo shopping online sulla app. La versione base mette a disposizione prodotti di più di 20 brand tra cui Nike, Adidas, H&M, Zara, Mac Cosmetics, fino ai lussuosi Michael Kors, Oscar De La Renta, Dior, Prada.

“Innovare con impatto in un’era di responsabilità”. #InnovatingWithImpact

Digital Tip, Intellectual Property, Trend & Insight

Edelman Digital Trends – Uno sguardo generale a partire dal Trends Report 2019 Ci troviamo ormai in un nuovo anno in cui l’ecosistema del business si ritrova, a tutti gli effetti, saldamente inserito nel fenomeno...

Edelman Digital Trends – Uno sguardo generale a partire dal Trends Report 2019

Ci troviamo ormai in un nuovo anno in cui l’ecosistema del business si ritrova, a tutti gli effetti, saldamente inserito nel fenomeno della trasformazione digitale.

Stiamo velocemente entrando in un’era in cui responsabilità e risultati sono fondamentali – saranno infatti attentamente valutate le iniziative che non hanno un impatto significativo sulle attività e sulle aziende, così come quelle iniziative che coinvolgono i dati dei clienti, la privacy, i diritti dei consumatori e l’etica digitale.

 Il 2019 è l’anno di “Innovating with Impact”: si parlerà dunque di come affrontare e rimanere al passo con l’innovazione e di come creare un impatto quanto più positivo all’interno del contesto della responsabilità di gestione.

Molte imprese hanno mobilitato e sviluppato i propri team e il proprio talento per affrontare la rivoluzione digitale, ma in pochi stanno effettivamente legando gli investimenti fatti alle performance, in modo da avere un impatto reale, positivo e significativo sul business, sui clienti o, in particolare, sulla società.
In passato i consumatori hanno liberamente fornito i propri dati in cambio di valore, mentre recentemente stanno diventando sempre più protettivi nei confronti delle proprie informazioni digitali. Gli effetti che incidono sulle aziende, sui consumatori e sulla società oggi vanno di pari passo.

Quest’anno Edelman Digital collabora con analisti del settore di Kaleido Insights per fornire una prospettiva approfondita sulle questioni a cui dovremmo prestare più attenzione, sul perché sia importante e sul modo in cui tutto ciò impatta l’impresa e la società con livelli di responsabilità più alti. Saranno esaminati il ruolo dei dati sulla responsabilità, la legittimazione attraverso ecosistemi digitali interconnessi, il giudizio crescente affrontato dagli influencer, la responsabilità che i brand hanno nei confronti dei loro consumatori e persino il ruolo giocato dalla leadership, mentre l’innovazione digitale continua a modellare il nostro modo di lavorare, di vivere e di interagire con i brand.

In questa nuova era, la responsabilità diventa multidimensionale: le imprese devono sforzarsi per creare un impatto positivo e significativo sui consumatori, sugli stakeholder aziendali e più in generale sulla società.

Le soluzioni sviluppate dalle organizzazioni che agiranno in questo modo saranno indubbiamente facilitate dagli ecosistemi digitali emergenti e pervasivi che influiscono sulle nostre vite sia oggi che in futuro.

 

Per leggere il documento originale cliccare il link di seguito

https://edelmandigital.com/trends/

Digital Tip #65: 5 nuovi aggiornamenti per i Facebook Groups

Digital Tip, Generale

Facebook Groups: un'introduzione All’inizio di quest’anno, Mark Zuckerberg ha annunciato che il feed di Facebook avrebbe messo sempre più in secondo piano i contenuti dei brand e dei giornali a favore dei profili che creano...

Facebook Groups: un’introduzione

All’inizio di quest’anno, Mark Zuckerberg ha annunciato che il feed di Facebook avrebbe messo sempre più in secondo piano i contenuti dei brand e dei giornali a favore dei profili che creano “interazioni significative”. Questo significa che i post di amici, famiglia e gruppi sono messi in cima alla bacheca e ci sono meno opportunità per i contenuti dei brand (a livello organico) di essere visibili ai consumatori.

I brand infatti, cercando un modo per ottimizzare la reach, le impression e l’engagement sulla piattaforma, dovrebbero considerare l’idea di collegare un gruppo Facebook alla loro pagina. Facebook recentemente ha implementato aggiornamenti per ampliare le caratteristiche del social, aggiungendo altri tool che possano aiutare gli utenti a interagire tra di loro, e che aiutino anche i brand a fornire uno spazio alle community per crescere intorno ai loro prodotti o cause. Questo punto risulta particolarmente importante quando i tentativi dei brand sono atti ad allargare il proprio bacino di pubblico a quelli che stanno diventando meno attivi sui loro profili pubblici. Parliamo della Generazione Z, i quali sono più attivi sui gruppi, di meme, di lavoro o di studio.
Ecco le cinque novità da sapere sui Facebook Groups:

 

#1  Ottimizzazione del nuovo algoritmo di Facebook

Come già menzionato sopra, il nuovo feed di Facebook è concentrato sui contenuti che generano un engagement significativo tramite le discussioni tra utenti. Quando Facebook cerca di creare nuove connessioni e interattività sulla piattaforma più che la visione passiva della pubblicità e dei contenuti, i post brandizzati delle pagine business avranno meno spazio per comparire sul feed degli utenti. Spingendo sui contenuti di un piccolo numero di membri attivi del gruppo dei brand, l’engagement crescerà e sarà maggiormente visibile nelle Newsfeed, assicurando un maggior numero di impression.

 

#2  Connettere mentori e allievi

Facebook sta aggiungendo nuovi tool di connessione con la nuova opzione per i gruppi, che permetterà agli amministratori di connettere i mentori e gli allievi delle loro community.
La piattaforma incrocerebbe le persone in base ai loro interessi e bisogni, permettendo ai mentori di dare consigli o condividere contatti. Per usufruire di questa opzione, gli amministratori per prima cosa avranno bisogno di creare un mentorship program per i loro membri, inclusi gli avanzamenti di carriera, sviluppo di nuove skill, o incoraggiamento e supporto. Una volta creati, i membri possono poi iscriversi per essere incrociati con un mentore o registrarsi loro stessi come mentori. Questo permetterà ai brand di connettere il loro network di esperti e counselor direttamente con i loro stakeholder.

 

#3  Tracciare gli utenti ingaggiati attraverso i pixel

Facebook aggiungerà un pixel ai gruppi, permettendo ai marketer di tracciare il loro bacino di pubblico attivo nei loro Facebook Group. I marketer saranno in grado di tracciare il comportamento dei consumatori dopo che avranno cliccato su un post. Al momento, questa funzione è disponibile su gruppi di 250 membri o più. Mentre la funzione delle pagine è principalmente quella di condividere aggiornamenti e contenuti, i Gruppi hanno la funzione di aiutare i brand e le organizzazioni a costruire una community.

 

#4  Lanciare Watch Party

Watch Party è la nuova funzionalità a scopo di engagement, presente unicamente sui gruppi. Amministratori e moderatori possono ospitare un “watch party” dove ognuno guarda un video nello stesso momento, selezionando qualsiasi video pubblico presente su Facebook e condividendolo con il gruppo. Gli utenti possono interagire con il contenuto commentandolo in tempo reale e possono suggerire video agli amministratori o ai moderatori del gruppo. Per coinvolgere ulteriormente, gli utenti, potranno contribuire a un Watch Party, dove diverse persone possono aggiungere nuovi video alla coda e generare discussioni.

 

#5  Testare le iscrizioni ai Gruppi

Facebook al momento sta testando un nuovo modello di iscrizione premium ai gruppi che darà la possibilità agli amministratori di creare sottogruppi di soli iscritti che garantiscano un accesso ai membri (e contenuti esclusivi) a un costo mensile.
Anche se non volessi rischiare di perdere il legame con i tuoi clienti affezionati che sono già molto attivi nei tuoi gruppi free, potrebbe essere un’opzione utile per i membri che sono disposti a pagare per un contenuto premium, come ad esempio l’Intellectual Property o gli industry white papers. Recenti speculazioni sui piani della piattaforma per il lancio di Facebook Dating vedo possibile anche un’area dove i gruppi premium possono essere più efficaci. I membri potranno registrarsi e gestire le iscrizioni a questi gruppi attraverso l’app mobile, e potranno lasciarli in qualsiasi momento.

Digital Tips #62: Le 5 risposte di Zuckerberg al Parlamento Europeo

Digital Tip, Generale, Intellectual Property
Zuckerberg al Parlamento Europeo

Zuckerberg incontra il Parlamento Europeo Il 22 maggio il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha presenziato a un incontro a Bruxelles per rispondere alle domande del Parlamento Europeo. A differenza del summit con il Congresso degli Stati Uniti, questo...

Zuckerberg incontra il Parlamento Europeo

Il 22 maggio il CEO di FacebookMark Zuckerberg, ha presenziato a un incontro a Bruxelles per rispondere alle domande del Parlamento Europeo.
A differenza del summit con il Congresso degli Stati Uniti, questo incontro non è durato nemmeno un’ora, e le domande sono state poste tutte insieme in precedenza affinchè le risposte potessero essere sintetizzate in un unico discorso.
Come molti non hanno tardato a sottolineare (compresi gli europarlamentari), molti quesiti non hanno avuto risposta, ma è stato concordato che ci sarebbe stato un riscontro scritto in seguito.

Ecco un riassunto in cinque punti di ciò che Zuckerberg ha affermato durante l’incontro di Bruxelles.

#1 I contenuti inappropriati

Facebook si è evoluto nel corso del tempo: non è più un social universitario controllato da un team di poche persone.
I contenuti viaggiano da un capo all’altro del mondo e non sempre la loro natura è adatta alla condivisione. Che siano mezzi di propaganda terroristica, atti di bullismo o di autolesionismo, Facebook oggi si è dotato di un sistema di Intelligenza Artificiale capace di scovare e rimuovere i contenuti non conformi alle regole della community.

L’Intelligenza Artificiale è riuscita a fermare – da sola –  il 99% dei post provenienti da Al-Qaeda, ma l’azienda non punta unicamente su macchine efficienti: Zuckerberg ha più volte sottolineato che sono state fatte un gran numero di assunzioni (ha parlato di 10 000 persone in più in 12 città europee) proprio perché ci sia un lavoro di moderazione anche da parte di coscienze umane, non solo robotiche.

La visione di Facebook si sta evolvendo, abbracciando un atteggiamento proattivo, piuttosto che uno reattivo: il social non aspetta più che siano gli utenti a riportare i contenuti inappropriati, ma agisce per primo al fine di rimuoverli.

 

#2 Le fake news

“Nessuno su Facebook vuole le fake news” afferma Zuckerberg: allora perchè sono così diffuse? Quali sono le precauzioni che sta prendendo l’azienda nei confronti di questa minaccia?
Per poter rispondere a questa domanda, il CEO di Facebook ha spiegato che non può esserci un’unica soluzione, visto che sono diverse le tipologie di utente che condividono queste notizie.

  • La prima tipologia è costituita dagli spammer: coloro che usano titoli sensazionalistici per poter monetizzare dai clic e dalle condivisioni. Per poterli combattere, le misure da prendere riguardano strettamente la monetizzazione dei loro contenuti: togliendo loro il guadagno e il motivo per diffondere fake news, non saranno portati a farlo.
  • Il secondo tipo è costituito dai fake account: questa pratica è diffusa specialmente quando si vogliono condividere notizie false durante le elezioni. Le misure prese da Facebook nei confronti di questi profili agiscono entro un minuto dalla registrazione, il tempo necessario all’Intelligenza Artificiale per capire se sono persone reali o meno.
  • Il terzo gruppo è costituito dalle persone che sono inconsapevoli di condividere fake news: in questo caso, il social vuole predisporre il supporto di una serie di Fact Checkers, in modo che non sia Facebook a decidere ciò che è giusto o sbagliato, ma una società partner esterna (come sta già succedendo in Francia e Germania) il cui nome sarà di dominio pubblico.
    Se i fact checkers rilevassero che un post potrebbe essere una possibile fake news, l’algoritmo di Facebook non contribuirebbe alla sua diffusione.

 

#3 Le elezioni

Una parentesi specifica è stata aperta sulle elezioni: il 2018 e il 2019 in particolare sono anni che vedranno cambiamenti nell’organico di governo di diversi Stati (Slovenia, Svezia, Polonia, Belgio ma anche nel Parlamento Europeo stesso).
Facendo riferimento alle interferenze russe durante le elezioni americane, Zuckerberg ha affermato che le fake news sono la priorità numero uno, e che sono già in atto delle precauzioni per fermare gli account fake: ci sono stati ottimi risultati già con le elezioni francesi (con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale sono stati fermati 30 000 account fasulli). Ha parlato inoltre di una cooperazione con la Federal Election Commission per poter fermare questo fenomeno.

Ma ciò che costituisce per Zuckerberg la soluzione principale per fermare questo tipo di propaganda consiste in un aumento della trasparenza e dell’affidabilità. 

 

#4 GDPR e regolamentazioni

“La domanda non è se ci sia bisogno o meno di una regolamentazione, ma se sia in atto la giusta regolamentazione”, afferma il CEO di Facebook. In tempi come quelli di oggi, è “importante e inevitabile” che si ponga una regolamentazione sull’utilizzo dei dati.
Facebook sta implementando delle strutture al fine di proteggere gli utenti, ma Zuckerberg ha specificato che le misure che si stanno adottando sono pensate da un lato per tutelare gli utilizzatori del social, ma dall’altro non sono così restrittive da non permettere all’AI di evolvere e alle start up di crescere.

Riguardo il GDPR nello specifico, la messa in atto era prevista per il 25 maggio, ma l’azienda si è mossa molto prima per fare in modo che tutti gli utenti fossero pienamente consapevoli dell’utilizzo dei loro dati e per far sì che dessero il consenso entro i termini.

 

#5 La pubblicità

Quando ha dedicato parte del suo discorso sulla pubblicità, Zuckerberg non ha voluto soffermarsi sul concetto dell’utilizzo dei dati dal punto di vista dei consumatori, come la maggior parte dei contestatori ha sempre fatto.
Ha usato un altro punto di vista, quello delle piccole aziende: attraverso i tool e gli analytics messi a disposizione da Facebook, infatti, 70 milioni di piccole imprese sparse per il mondo hanno potuto far crescere il loro business, senza spendere gran parte del loro budget in ricerca e analytics. Ciò ha permesso di guadagnare un vantaggio competitivo non indifferente, se si considera che un certo tipo di strumenti erano a disposizione solo di grandi multinazionali.
Usare questi tools significa anche contribuire a creare nuovi posti di lavoro, perché le aziende devono assumere persone specializzate per poterli implementare al meglio.

 

 

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Digital tips #61: Facebook, non solo social

Digital Tip, Generale, Intellectual Property
Facebook

Tutto ruota intorno a Facebook Durante l'F8, l'annuale conferenza per gli sviluppatori tenuta da Facebook ogni anno, sono state presentate diverse novità della piattaforma. Prima tra tutte, la nuova app di dating che fa concorrenza...

Tutto ruota intorno a Facebook

Durante l’F8, l’annuale conferenza per gli sviluppatori tenuta da Facebook ogni anno, sono state presentate diverse novità della piattaforma.
Prima tra tutte, la nuova app di dating che fa concorrenza a Tinder. La notizia è sulla bocca di tutti, ma è solo la prima di una lunga serie di novità dell’azienda di Zuckerberg, che coinvolgono:
– la realtà aumentata
– gli analytics

– il crowfunding.

 

#1 Facebook is the new Tinder

L’azienda di Menlo Park ha implementato una nuova app di dating, facendo concorrenza al più conosciuto Tinder.
Questa nuova app presenta però delle novità interessanti, soprattutto considerando che ha un notevole vantaggio rispetto a Tinder: la mole di informazioni che gli utenti lasciano su Facebook e che possono potenzialmente migliorare l’esperienza utente.

Prima di tutto, nonostante l’accesso tramite la piattaforma madre, i contatti non sapranno che siete sull’app di dating perchè, proprio come Tinder, sarà presente solo il nome.
Ma la funzionalità di crossover che ha più potenziale è senz’altro quella di poter contattare persone che sono interessate ai vostri stessi eventi, potendo interagire con utenti che hanno interessi affini ai vostri.

 

#2 L’Oculus e la realtà aumentata

Oculus Go, il nuovo visore low cost di casa Zuckerberg (il prezzo di mercato attuale si aggirerebbe intorno ai 200 euro) punta a rendere la realtà aumentata un’esperienza condivisa.
“Stiamo facendo tre scomesse forti e ben distinte nell’intrattenimento social con Oculus Go” ha affermato Hugo Barra, il vice presidente del settore realtà aumentata di Facebook, ai microfoni di Cheddar.

Queste tre scommesse si chiamano Oculus TV, Oculus Rooms, Oculus Venues.

Oculus TV sarebbe il frutto di una partnership con ESPN, Netflix, Hulu e Showtime: fornirebbe una serie di contenuti on demand e live, con la possibilità di creare dei “watch parties”, improntando lo streaming a una maggiore socialità.

Oculus Room, invece, nasce con una partnership con Hasbro, funzionerebbe come un “hang out”, dove gli utenti potranno divertirsi con giochi di società, ma in virtuale.

Oculus Venues, infine, è un modo in realtà aumentata per partecipare a eventi come concerti, spettacoli comici o match sportivi.

 

#3 Facebook Analytics e la customer journey

Il social ha introdotto una nuova caratteristica nei suoi analytics che permetterebbe di tracciare la customer journey.

In questo modo, infatti, i marketers potranno vedere cosa stanno facendo gli utenti ben prima di avere i risultati di conversione. Con questo tool si potranno localizzare i funnel di vendita nel sito tramite algoritmo: in questo modo sarà possibile capire i punti deboli della customer journey e ottimizzare le conversioni.

“Il nostro lavoro è finalizzato a costruire il futuro degli analytics, perciò è nostra responsabilità tenere al sicuro le informazioni delle persone“, afferma l’azienda sul suo blog.

A seguito dello scandalo Cambridge Analytica, il tema dei dati personali e della privacy ha scosso fortemente le basi dell’azienda. Pertanto Facebook ha voluto precisare che, con questo tool, i dati saranno aggregati in forma anonima e non si potrà risalire a informazioni sui singoli utenti.

Inoltre, l’azienda di Zuckerberg ha lanciato un app dedicata agli Analytics unicamente per mobile.

 

#4 Crowfunding con Facebook Fundraisers

Ha l’aspetto di un Kickstarter o di un GoFundMe, con la storia della persona che sta raccogliendo i fondi, la barra di progressione, la lista di donatori, ecc.
Ma Facebook Fundraisers si distingue per due caratteristiche:

  • le categorie, che sono maggiormente improntate sulle cause personali
  • non ci sono fee.

Quest’ultima caratteristica in particolare è un cambio di rotta rispetto a tutte le altre piattaforme di crowfunding, che prevedono il 6,9% di fee a causa dei processi di pagamento, la prevenzione di frodi e il controllo sulle persone che raccolgono fondi.

Facebook invece ha annunciato che le fee saranno eliminate, escluse quelle che riguardano i processi di pagamento e naturalmente le tasse previste dalle legislazioni dei singoli Paesi.

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