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Digital Tip #65: 5 nuovi aggiornamenti per i Facebook Groups

Digital Tip, Generale

Facebook Groups: un'introduzione All’inizio di quest’anno, Mark Zuckerberg ha annunciato che il feed di Facebook avrebbe messo sempre più in secondo piano i contenuti dei brand e dei giornali a favore dei profili che creano...

Facebook Groups: un’introduzione

All’inizio di quest’anno, Mark Zuckerberg ha annunciato che il feed di Facebook avrebbe messo sempre più in secondo piano i contenuti dei brand e dei giornali a favore dei profili che creano “interazioni significative”. Questo significa che i post di amici, famiglia e gruppi sono messi in cima alla bacheca e ci sono meno opportunità per i contenuti dei brand (a livello organico) di essere visibili ai consumatori.

I brand infatti, cercando un modo per ottimizzare la reach, le impression e l’engagement sulla piattaforma, dovrebbero considerare l’idea di collegare un gruppo Facebook alla loro pagina. Facebook recentemente ha implementato aggiornamenti per ampliare le caratteristiche del social, aggiungendo altri tool che possano aiutare gli utenti a interagire tra di loro, e che aiutino anche i brand a fornire uno spazio alle community per crescere intorno ai loro prodotti o cause. Questo punto risulta particolarmente importante quando i tentativi dei brand sono atti ad allargare il proprio bacino di pubblico a quelli che stanno diventando meno attivi sui loro profili pubblici. Parliamo della Generazione Z, i quali sono più attivi sui gruppi, di meme, di lavoro o di studio.
Ecco le cinque novità da sapere sui Facebook Groups:

 

#1  Ottimizzazione del nuovo algoritmo di Facebook

Come già menzionato sopra, il nuovo feed di Facebook è concentrato sui contenuti che generano un engagement significativo tramite le discussioni tra utenti. Quando Facebook cerca di creare nuove connessioni e interattività sulla piattaforma più che la visione passiva della pubblicità e dei contenuti, i post brandizzati delle pagine business avranno meno spazio per comparire sul feed degli utenti. Spingendo sui contenuti di un piccolo numero di membri attivi del gruppo dei brand, l’engagement crescerà e sarà maggiormente visibile nelle Newsfeed, assicurando un maggior numero di impression.

 

#2  Connettere mentori e allievi

Facebook sta aggiungendo nuovi tool di connessione con la nuova opzione per i gruppi, che permetterà agli amministratori di connettere i mentori e gli allievi delle loro community.
La piattaforma incrocerebbe le persone in base ai loro interessi e bisogni, permettendo ai mentori di dare consigli o condividere contatti. Per usufruire di questa opzione, gli amministratori per prima cosa avranno bisogno di creare un mentorship program per i loro membri, inclusi gli avanzamenti di carriera, sviluppo di nuove skill, o incoraggiamento e supporto. Una volta creati, i membri possono poi iscriversi per essere incrociati con un mentore o registrarsi loro stessi come mentori. Questo permetterà ai brand di connettere il loro network di esperti e counselor direttamente con i loro stakeholder.

 

#3  Tracciare gli utenti ingaggiati attraverso i pixel

Facebook aggiungerà un pixel ai gruppi, permettendo ai marketer di tracciare il loro bacino di pubblico attivo nei loro Facebook Group. I marketer saranno in grado di tracciare il comportamento dei consumatori dopo che avranno cliccato su un post. Al momento, questa funzione è disponibile su gruppi di 250 membri o più. Mentre la funzione delle pagine è principalmente quella di condividere aggiornamenti e contenuti, i Gruppi hanno la funzione di aiutare i brand e le organizzazioni a costruire una community.

 

#4  Lanciare Watch Party

Watch Party è la nuova funzionalità a scopo di engagement, presente unicamente sui gruppi. Amministratori e moderatori possono ospitare un “watch party” dove ognuno guarda un video nello stesso momento, selezionando qualsiasi video pubblico presente su Facebook e condividendolo con il gruppo. Gli utenti possono interagire con il contenuto commentandolo in tempo reale e possono suggerire video agli amministratori o ai moderatori del gruppo. Per coinvolgere ulteriormente, gli utenti, potranno contribuire a un Watch Party, dove diverse persone possono aggiungere nuovi video alla coda e generare discussioni.

 

#5  Testare le iscrizioni ai Gruppi

Facebook al momento sta testando un nuovo modello di iscrizione premium ai gruppi che darà la possibilità agli amministratori di creare sottogruppi di soli iscritti che garantiscano un accesso ai membri (e contenuti esclusivi) a un costo mensile.
Anche se non volessi rischiare di perdere il legame con i tuoi clienti affezionati che sono già molto attivi nei tuoi gruppi free, potrebbe essere un’opzione utile per i membri che sono disposti a pagare per un contenuto premium, come ad esempio l’Intellectual Property o gli industry white papers. Recenti speculazioni sui piani della piattaforma per il lancio di Facebook Dating vedo possibile anche un’area dove i gruppi premium possono essere più efficaci. I membri potranno registrarsi e gestire le iscrizioni a questi gruppi attraverso l’app mobile, e potranno lasciarli in qualsiasi momento.

Digital Tips #62: Le 5 risposte di Zuckerberg al Parlamento Europeo

Digital Tip, Generale, Intellectual Property
Zuckerberg al Parlamento Europeo

Zuckerberg incontra il Parlamento Europeo Il 22 maggio il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha presenziato a un incontro a Bruxelles per rispondere alle domande del Parlamento Europeo. A differenza del summit con il Congresso degli Stati Uniti, questo...

Zuckerberg incontra il Parlamento Europeo

Il 22 maggio il CEO di FacebookMark Zuckerberg, ha presenziato a un incontro a Bruxelles per rispondere alle domande del Parlamento Europeo.
A differenza del summit con il Congresso degli Stati Uniti, questo incontro non è durato nemmeno un’ora, e le domande sono state poste tutte insieme in precedenza affinchè le risposte potessero essere sintetizzate in un unico discorso.
Come molti non hanno tardato a sottolineare (compresi gli europarlamentari), molti quesiti non hanno avuto risposta, ma è stato concordato che ci sarebbe stato un riscontro scritto in seguito.

Ecco un riassunto in cinque punti di ciò che Zuckerberg ha affermato durante l’incontro di Bruxelles.

#1 I contenuti inappropriati

Facebook si è evoluto nel corso del tempo: non è più un social universitario controllato da un team di poche persone.
I contenuti viaggiano da un capo all’altro del mondo e non sempre la loro natura è adatta alla condivisione. Che siano mezzi di propaganda terroristica, atti di bullismo o di autolesionismo, Facebook oggi si è dotato di un sistema di Intelligenza Artificiale capace di scovare e rimuovere i contenuti non conformi alle regole della community.

L’Intelligenza Artificiale è riuscita a fermare – da sola –  il 99% dei post provenienti da Al-Qaeda, ma l’azienda non punta unicamente su macchine efficienti: Zuckerberg ha più volte sottolineato che sono state fatte un gran numero di assunzioni (ha parlato di 10 000 persone in più in 12 città europee) proprio perché ci sia un lavoro di moderazione anche da parte di coscienze umane, non solo robotiche.

La visione di Facebook si sta evolvendo, abbracciando un atteggiamento proattivo, piuttosto che uno reattivo: il social non aspetta più che siano gli utenti a riportare i contenuti inappropriati, ma agisce per primo al fine di rimuoverli.

 

#2 Le fake news

“Nessuno su Facebook vuole le fake news” afferma Zuckerberg: allora perchè sono così diffuse? Quali sono le precauzioni che sta prendendo l’azienda nei confronti di questa minaccia?
Per poter rispondere a questa domanda, il CEO di Facebook ha spiegato che non può esserci un’unica soluzione, visto che sono diverse le tipologie di utente che condividono queste notizie.

  • La prima tipologia è costituita dagli spammer: coloro che usano titoli sensazionalistici per poter monetizzare dai clic e dalle condivisioni. Per poterli combattere, le misure da prendere riguardano strettamente la monetizzazione dei loro contenuti: togliendo loro il guadagno e il motivo per diffondere fake news, non saranno portati a farlo.
  • Il secondo tipo è costituito dai fake account: questa pratica è diffusa specialmente quando si vogliono condividere notizie false durante le elezioni. Le misure prese da Facebook nei confronti di questi profili agiscono entro un minuto dalla registrazione, il tempo necessario all’Intelligenza Artificiale per capire se sono persone reali o meno.
  • Il terzo gruppo è costituito dalle persone che sono inconsapevoli di condividere fake news: in questo caso, il social vuole predisporre il supporto di una serie di Fact Checkers, in modo che non sia Facebook a decidere ciò che è giusto o sbagliato, ma una società partner esterna (come sta già succedendo in Francia e Germania) il cui nome sarà di dominio pubblico.
    Se i fact checkers rilevassero che un post potrebbe essere una possibile fake news, l’algoritmo di Facebook non contribuirebbe alla sua diffusione.

 

#3 Le elezioni

Una parentesi specifica è stata aperta sulle elezioni: il 2018 e il 2019 in particolare sono anni che vedranno cambiamenti nell’organico di governo di diversi Stati (Slovenia, Svezia, Polonia, Belgio ma anche nel Parlamento Europeo stesso).
Facendo riferimento alle interferenze russe durante le elezioni americane, Zuckerberg ha affermato che le fake news sono la priorità numero uno, e che sono già in atto delle precauzioni per fermare gli account fake: ci sono stati ottimi risultati già con le elezioni francesi (con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale sono stati fermati 30 000 account fasulli). Ha parlato inoltre di una cooperazione con la Federal Election Commission per poter fermare questo fenomeno.

Ma ciò che costituisce per Zuckerberg la soluzione principale per fermare questo tipo di propaganda consiste in un aumento della trasparenza e dell’affidabilità. 

 

#4 GDPR e regolamentazioni

“La domanda non è se ci sia bisogno o meno di una regolamentazione, ma se sia in atto la giusta regolamentazione”, afferma il CEO di Facebook. In tempi come quelli di oggi, è “importante e inevitabile” che si ponga una regolamentazione sull’utilizzo dei dati.
Facebook sta implementando delle strutture al fine di proteggere gli utenti, ma Zuckerberg ha specificato che le misure che si stanno adottando sono pensate da un lato per tutelare gli utilizzatori del social, ma dall’altro non sono così restrittive da non permettere all’AI di evolvere e alle start up di crescere.

Riguardo il GDPR nello specifico, la messa in atto era prevista per il 25 maggio, ma l’azienda si è mossa molto prima per fare in modo che tutti gli utenti fossero pienamente consapevoli dell’utilizzo dei loro dati e per far sì che dessero il consenso entro i termini.

 

#5 La pubblicità

Quando ha dedicato parte del suo discorso sulla pubblicità, Zuckerberg non ha voluto soffermarsi sul concetto dell’utilizzo dei dati dal punto di vista dei consumatori, come la maggior parte dei contestatori ha sempre fatto.
Ha usato un altro punto di vista, quello delle piccole aziende: attraverso i tool e gli analytics messi a disposizione da Facebook, infatti, 70 milioni di piccole imprese sparse per il mondo hanno potuto far crescere il loro business, senza spendere gran parte del loro budget in ricerca e analytics. Ciò ha permesso di guadagnare un vantaggio competitivo non indifferente, se si considera che un certo tipo di strumenti erano a disposizione solo di grandi multinazionali.
Usare questi tools significa anche contribuire a creare nuovi posti di lavoro, perché le aziende devono assumere persone specializzate per poterli implementare al meglio.

 

 

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Digital tips #61: Facebook, non solo social

Digital Tip, Generale, Intellectual Property
Facebook

Tutto ruota intorno a Facebook Durante l'F8, l'annuale conferenza per gli sviluppatori tenuta da Facebook ogni anno, sono state presentate diverse novità della piattaforma. Prima tra tutte, la nuova app di dating che fa concorrenza...

Tutto ruota intorno a Facebook

Durante l’F8, l’annuale conferenza per gli sviluppatori tenuta da Facebook ogni anno, sono state presentate diverse novità della piattaforma.
Prima tra tutte, la nuova app di dating che fa concorrenza a Tinder. La notizia è sulla bocca di tutti, ma è solo la prima di una lunga serie di novità dell’azienda di Zuckerberg, che coinvolgono:
– la realtà aumentata
– gli analytics

– il crowfunding.

 

#1 Facebook is the new Tinder

L’azienda di Menlo Park ha implementato una nuova app di dating, facendo concorrenza al più conosciuto Tinder.
Questa nuova app presenta però delle novità interessanti, soprattutto considerando che ha un notevole vantaggio rispetto a Tinder: la mole di informazioni che gli utenti lasciano su Facebook e che possono potenzialmente migliorare l’esperienza utente.

Prima di tutto, nonostante l’accesso tramite la piattaforma madre, i contatti non sapranno che siete sull’app di dating perchè, proprio come Tinder, sarà presente solo il nome.
Ma la funzionalità di crossover che ha più potenziale è senz’altro quella di poter contattare persone che sono interessate ai vostri stessi eventi, potendo interagire con utenti che hanno interessi affini ai vostri.

 

#2 L’Oculus e la realtà aumentata

Oculus Go, il nuovo visore low cost di casa Zuckerberg (il prezzo di mercato attuale si aggirerebbe intorno ai 200 euro) punta a rendere la realtà aumentata un’esperienza condivisa.
“Stiamo facendo tre scomesse forti e ben distinte nell’intrattenimento social con Oculus Go” ha affermato Hugo Barra, il vice presidente del settore realtà aumentata di Facebook, ai microfoni di Cheddar.

Queste tre scommesse si chiamano Oculus TV, Oculus Rooms, Oculus Venues.

Oculus TV sarebbe il frutto di una partnership con ESPN, Netflix, Hulu e Showtime: fornirebbe una serie di contenuti on demand e live, con la possibilità di creare dei “watch parties”, improntando lo streaming a una maggiore socialità.

Oculus Room, invece, nasce con una partnership con Hasbro, funzionerebbe come un “hang out”, dove gli utenti potranno divertirsi con giochi di società, ma in virtuale.

Oculus Venues, infine, è un modo in realtà aumentata per partecipare a eventi come concerti, spettacoli comici o match sportivi.

 

#3 Facebook Analytics e la customer journey

Il social ha introdotto una nuova caratteristica nei suoi analytics che permetterebbe di tracciare la customer journey.

In questo modo, infatti, i marketers potranno vedere cosa stanno facendo gli utenti ben prima di avere i risultati di conversione. Con questo tool si potranno localizzare i funnel di vendita nel sito tramite algoritmo: in questo modo sarà possibile capire i punti deboli della customer journey e ottimizzare le conversioni.

“Il nostro lavoro è finalizzato a costruire il futuro degli analytics, perciò è nostra responsabilità tenere al sicuro le informazioni delle persone“, afferma l’azienda sul suo blog.

A seguito dello scandalo Cambridge Analytica, il tema dei dati personali e della privacy ha scosso fortemente le basi dell’azienda. Pertanto Facebook ha voluto precisare che, con questo tool, i dati saranno aggregati in forma anonima e non si potrà risalire a informazioni sui singoli utenti.

Inoltre, l’azienda di Zuckerberg ha lanciato un app dedicata agli Analytics unicamente per mobile.

 

#4 Crowfunding con Facebook Fundraisers

Ha l’aspetto di un Kickstarter o di un GoFundMe, con la storia della persona che sta raccogliendo i fondi, la barra di progressione, la lista di donatori, ecc.
Ma Facebook Fundraisers si distingue per due caratteristiche:

  • le categorie, che sono maggiormente improntate sulle cause personali
  • non ci sono fee.

Quest’ultima caratteristica in particolare è un cambio di rotta rispetto a tutte le altre piattaforme di crowfunding, che prevedono il 6,9% di fee a causa dei processi di pagamento, la prevenzione di frodi e il controllo sulle persone che raccolgono fondi.

Facebook invece ha annunciato che le fee saranno eliminate, escluse quelle che riguardano i processi di pagamento e naturalmente le tasse previste dalle legislazioni dei singoli Paesi.

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Digital Tip #60: GIF, Nametag, le novità social della settimana

Digital Tip, Generale, Intellectual Property
novità social media

Le novità social della settimana Questa settimana non mancano le novità sui social più utilizzati: andiamo a scoprire questi nuovi tool che miglioreranno in generale la user experience ma che forniranno anche strumenti alle aziende per le loro...

Le novità social della settimana

Questa settimana non mancano le novità sui social più utilizzati: andiamo a scoprire questi nuovi tool che miglioreranno in generale la user experience ma che forniranno anche strumenti alle aziende per le loro strategie social.

 

#1 Instagram e i Nametag

 

Instagram ha introdotto una nuova funzione, il Nametag: invece di aggiungere un nuovo contatto tramite il nome, sarà possibile scannerizzare il Nametag per includere nuove persone da seguire.

La logica è la stessa di un QR code, ma Instagram ti permette di personalizzarlo cambiando lo sfondo o introducendo foto ed emoticon.

 

instagram-nametags

Le varie fasi di creazione di un Nametag di Instagram

 

In realtà, questa funzione era già disponibile diversi anni fa su Snapchat, – il cosiddetto Snapcode– , che fungeva da immagine del profilo al posto del fantasmino predefinito.
Anche Spotify utilizza un metodo simile, per poter condividere meglio le canzoni che si preferiscono.

 

#2 Snapchat e l’e-commerce Discover

 

Sul fronte Snapchat, invece, si sta procedendo maggiormente in un’ottica di e-commerce, volendo soprattutto approfittare dei cambiamenti nelle regolamentazioni del feed di Facebook.

Questa nuova funzione riguarda principalmente Snapchat Discover, e permetterebbe agli utenti di acquistare i prodotti senza uscire dall’app, e di usufruire dello shop Snapchat Discover: non saranno disponibili solo i prodotti delle aziende partner,  ma anche il merchandise di Snapchat stesso.
Nonostante questo tool sia ancora in fase di test, Snapchat non ha mai nascosto di voler lavorare con inserzionisti come Nike e vendere i loro prodotti su Discover.
Per Snapchat sarà forse una novità, ma ci sono app create con le stesse logiche, dei veri e propri “social marketplace”.

 

 

snapchat discover

Le funzionalità di Snapchat

 

#3 Linkedin e Pinterest: GIF e Contatore di Views

 

Da poco è stata introdotta una nuova funzionalità per Linkedin: a seguito della nuova collaborazione con Tenor, sarà possibile inserire GIF nei messaggi privati senza lasciare l’app.
Questo nuovo tool fa parte degli sforzi di Linkedin di ingaggiare gli utenti con delle funzioni che in realtà sono già approdati su social network meno professionali.

Pinterest, invece, negli ultimi tempi sta concentrando i suoi sforzi per fornire un’esperienza utente personalizzata, creando un contatore di visualizzazioni per i profili business. Inoltre presenterà un nuovo design, dove sarà possibile includere un’immagine di copertina dinamica e si potrà mettere in evidenza gli ultimi Pin per i profili aziendali.

novità social linkedin

 

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Digital Tip #59: Community vs Individualismo

Digital Tip, Generale, Intellectual Property
community vs individualism

Community e Individualismo: i temi della Social Media Week di Amburgo   Il contrasto tra community e individualismo quest'anno è stato tema di interesse globale durante la settima edizione della Social Media Week di Amburgo, in Germania. Questo dualismo...

Community e Individualismo: i temi della Social Media Week di Amburgo

 

Il contrasto tra community e individualismo quest’anno è stato tema di interesse globale durante la settima edizione della Social Media Week di Amburgo, in Germania.
Questo dualismo è frutto del conflitto tra la ricerca di una propria personalità come individuo e il desiderio di essere incluso in forti community – sotto l’influenza degli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale.

Ecco i quattro temi che sono prevalsi alla Social Media Week di Amburgo.

 

I temi della Social Media Week di Amburgo

 


#1 “L’universo del sé”

La personalizzazione sta progressivamente portando a un individualismo meno produttivo?
L’algoritmo aggiornato di Facebook dà la priorità ai post di amici in bacheca per creare interazioni con le notizie di coloro che ci interessano maggiormente: questo potrebbe migliorare il benessere mentale degli utenti, tenendo in considerazione che tutte le attività social svolte in modo passivo – per esempio scorrere foto di persone che a malapena si conoscono – è potenzialmente dannoso a livello emotivo.
Da poco Facebook ha lanciato il Community Leadership Program, che incoraggerà le interazioni significative tra le persone e lo sviluppo delle community.

 

 

#2 L’intelligenza artificiale come nuovo collega

La società di ricerca Gartner ha previsto che entro il 2020 la maggior parte delle interazioni con i consumatori avverranno anche senza l’intervento umano.
La domanda che ci si è posta è se i chatbot prenderanno il posto del servizio clienti, per fornire risposte più veloci e un’esperienza migliore di servizio: quest’anno la conferenza si è indirizzata verso questa direzione, con oratori e partecipanti che condividevano opinioni riguardo i cambiamenti che l’intelligenza artificiale ha apportato nell’interazione tra brand e consumatori.
I brand hanno la necessità di considerare le possibilità e i benefici dell’Intelligenza Artificiale nell’ambito del Community Management: verrebbero affidati ai bot compiti facilmente automatizzabili, lasciando che i community manager si focalizzino su attività di profilo più alto, per esempio l’engagement proattivo con i clienti.

 

 

#3 La divisione sociale – scoppia la “filter bubble”

A seguito dell’introduzione della filter bubble sui principali social network (ovvero quel fenomeno per cui è un algoritmo a decidere quali contenuti mostrare all’utente in base ai suoi interessi) la polarizzazione dei contenuti è diventata preponderante: quando riceviamo notizie solo da coloro che conosciamo e con cui generalmente condividiamo lo stesso modo di pensare, ci sono poche differenze di opinioni e il nostro punto di vista spesso si rafforza in modo eccessivo.
I social media promettono di mostrarci nuove culture e community, ma si potrebbe argomentare anche l’opposto- ovvero che ci rende molto isolati e pragmatici. Uno studio del 2016 ha approfondito quanto i social network e i motori di ricerca stiano rendendo le nostre opinioni sempre più radicate e di come stia portando discordia tra le community.
Quando questi muri ideologici assumono una forma ben definita, il ruolo del community manager diventa sempre più significativo – e pieno di sfide: evitare di ripetere gli stessi concetti più volte e condividere informazioni diverse cercando di unire le persone è tra i loro obiettivi cardine del 2018.

 

 

#4 Influencer come strada verso la fiducia

I brand possono imparare dagli influencer come fornire un’autentica customer experience.
Il Community Manager gioca un ruolo importante nel trovare diversi brand ambassador che rendano autentiche le storie che raccontano.
Un ritorno positivo nel costruire la brand equity potrebbe risiedere nelle partnership a lungo termine con gli influencer, piuttosto che nelle occasionali “marchette”.

 

 

 

 

 

 

 

Digital Tip #58: SXSW - Le novità del festival di Austin

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SXSW

Introduzione all' SXSW Il SXSW è un festival che si tiene ogni anno ad Austin, Texas. Nonostante sia principalmente conosciuto nell'ambito musica e film, il festival lascia ogni anno spazio al tech e al digital. SXSW...

Introduzione all’ SXSW

Il SXSW è un festival che si tiene ogni anno ad Austin, Texas. Nonostante sia principalmente conosciuto nell’ambito musica e film,
il festival lascia
ogni anno spazio al tech e al digital
SXSW si occupa di aiutare persone creative a raggiungere i loro obiettivi. È conosciuta maggiormente per le sue conferenze e per il festival che celebrano la convergenza tra le diverse aziende dell’intrattenimento, cinematografico e musicale.
L’evento, una tappa obbligata per i professionisti a livello mondiale, annovera sessioni, vetrine per aziende, proiezioni, fiere e una vasta possibilità di networking.
Anche il reparto Digital di Edelman quest’anno è andato a sondare le tendenze e le novità di cui l’SXSW festival ha fatto da amplificatore.
Ve le sintetizziamo in 5 trend da ricordare.

 

I 5 trend dall’ SXSW Festival 2018

 

 

SXSW westworld

 

 

#1 Esperienze immersive

Con centinaia di brand che si sono messi in mostra con le loro installazioni all’SXSW, è difficile fare scalpore
e attirare l’attenzione. Più che in ogni altra edizione, le aziende di successo hanno creato esperienze immersive
che hanno condotto i visitatori in un altro mondo come quello di Westworld e Ready Player One.

 

#2 Diversità e inclusione sopra ogni cosa

Non importa quale sia l’argomento di conversazione o l’azienda sponsor,
molte conversazioni ai panel hanno incluso almeno un riferimento al #Metoo
e/o al #TimesUp. Questo festival è stato un’occasione per avanzare delle soluzioni al riguardo.

 

#3 Tutti parlano dell’Intelligenza Artificiale

Dai panel alle iniziative, l’intelligenza artificiale era nei pensieri di tutti, dal discutere il suo potenziale
alle previsioni su come plasmerà le aziende in ambiti come quello sanitario, finanziario e di
servizi alla clientela.

 

#4 Blockchain o no?

Mentre nelle edizioni precedenti tutto ruotava intorno alle app di successo mobile-first (pensate a Twitter,
Foursquare, Meerkat) quest’anno il blockchain è stata la tecnologia che ha ottenuto fondi e attenzioni, ma non
tutti hanno accettato la cosa.
Abbiamo sentito diversi pareri, e alcuni ritenevano che fosse un fenomeno gonfiato, che la sua reputazione superasse
il potenziale effettivo.
Infatti il deck dell’Edelman Trust Barometer Edizione SXSW ha evidenziato come questa community abbia meno

fiducia nei blockchain rispetto al pubblico globale

 

#5 Benvenuti negli USA

Quest’anno abbiamo visto molti Paesi stranieri venire all’SXSW per posizionare le loro aziende tech in
crescita. Ci sono state iniziative dal Brasile, Canada, Cina, Irlanda del Nord, Perù e molte altre,
rendendo evidente come l’SXSW stia diventando sempre di più una vetrina a livello mondiale.

 

Per l’articolo integrale, clicca qui.

 

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