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Riflessioni su cibo e dintorni: #2 Alla ricerca di nuovi sapori e ingredienti

Generale, Intellectual Property, Trend & Insight

La curiosità e la costante ricerca di nuove esperienze per il palato stanno portando chef e aziende del settore alimentare a creare nuovi e inusuali abbinamenti, e a invogliare i consumatori ad esplorare combinazioni di...

La curiosità e la costante ricerca di nuove esperienze per il palato stanno portando chef e aziende del settore alimentare a creare nuovi e inusuali abbinamenti, e a invogliare i consumatori ad esplorare combinazioni di sapori innovative e consistenze anche contrastanti. Categorie classiche come quella del tè sono tutt’oggi in continua espansione, in differenti varianti e applicazioni, ed elementi come il tuorlo d’uovo marinato (sotto sale), tipico della cucina cinese, vengono reinventati, per essere utilizzati come ingredienti base del gelato o persino del Martini.

#5 Strani abbinamenti

Dai sapori più familiari, come il caramello salato, agli abbinamenti più bizzarri come alette di pollo e Oreo, sembra che molti prodotti vengano lanciati sul mercato unicamente per generare buzz.
Ma oggi la fisica e la scienza comportamentale sono in grado di spiegare come e perché questi stravaganti mash-up funzionano e continueranno ad essere “alla moda”.
Proprio la scienza ci dice che il 70% della percezione del gusto è retronasale, mentre solo il 25% (salato, aspro e dolce) proviene dalla lingua. Per questo abbinamenti contrastanti, sia di sapori che di consistenze, fanno sì che il gusto degli alimenti ne risulti intensificato.
In Italia un trend che sta avendo molto successo è quello vede l’utilizzo sempre maggiore di erbe aromatiche, oli essenziali, spezie, sale e pepe nel gelato.
Il fascino e la curiosità che generano questi abbinamenti li dobbiamo, sempre secondo la scienza, al potere dell’anticipazione: sappiamo quale piacere ci provocano determinati cibi e ciò ci induce a provarne nuove e a volte anche improbabili combinazioni.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Gli chef e le aziende del settore continueranno a sviluppare e proporre nuovi prodotti e nuovi piatti a partire dagli alimenti più amati dai consumatori creando però nuovi accostamenti.

#6 L’ora del té

Da sempre riconosciuto come bevanda dalle molteplici proprietà e per queste sfruttato sin dall’antichità, il té racchiude in sé numerose caratteristiche, oltre alle proprietà delle sue foglie, che ne hanno accresciuto la popolarità nel mondo.
Data la sua versatilità e le possibili nuove combinazioni di sapori, per il té si prospetta una costante crescita nei prossimi decenni: i Paesi in cui se ne fa più uso, per tradizione e cultura, sono Cina e India, ma in Asia sta spopolando il bubble tea, un tè a cui vengono aggiunti semi di tapioca, coloranti ed estratti, oltre a inconsueti topping, creme dolci e anche salate.
Può sembrare strano, ma anche in UK e in Italia è aumentata la domanda proprio del bubble tea. E in Irlanda, dove la tradizione vuole il caffè come bevanda più amata e consumata, la grande varietà di tè a disposizione sta portando molti a considerarlo alla stregua del caffè stesso.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

A causa di un mercato del tè piuttosto saturo, in Europa sarà importante promuovere gli effetti benefici del tè sfruttandone lo stretto legame con il settore Health, ma ancora di più sarà proporre delle diversificazioni o nuovi prodotti, ampliando in questo modo le opportunità della categoria stessa.

#7 Tuorlo d’uovo sotto sale

Una tendenza e una cucina che arriva dalla tradizione cinese, il tuorlo d’uovo sotto sale era una tecnica che aveva lo scopo di conservare le uova, prima che il freezer diventasse la normalità. Il processo di salatura elimina i liquidi dell’uovo solidificandolo: il risultato è un ingrediente che può essere grattugiato e aggiunto ai piatti per dare sapidità. E oggi infatti è un elemento che trova spazio all’interno dei menù di molti chef.  Uno dei primi a proporlo in Italia è stato lo Chef Carlo Cracco, ma anche alcune aziende del settore ne hanno lanciato le proprie versioni, come ad esempio Knorr che lo scorso anno a Singapore ha creato la polvere di tuorlo d’uovo sotto sale.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Così come in Asia il tuorlo d’uovo salato è stato reinventato in diversi modi, c’è da aspettarsi che i brand del settore alimentare elaborino nuovi usi di questo ingrediente in più combinazioni di sapore, rendendolo appetibile per i palati di tutto il mondo.

#8 Kokumi

Dopo l’umami, riconosciuto come quinto gusto dopo dolce, salato, amaro e acido, oggi i riflettori sono puntati sul “kokumi”: una composizione di sostanze chimiche in grado di conferire maggior gradevolezza al palato, amplificando il gusto e aumentando la persistenza del sapore delle pietanze. È quello che la scienza alimentare chiama “sesto gusto”, anche se ha più le caratteristiche di un “rafforzatore” del gusto, che, aggiunto ai quattro sapori primari, è in grado di renderli più forti.
Inaspettatamente, il kokumi sta attirando la curiosità anche degli italiani, che già da tempo si sono aperti a nuove influenze e alla sperimentazione di sapori esotici grazie all’uso di spezie provenienti dal Medioriente e dall’Africa: queste detteranno il nuovo trend e il kokumi – la spezia-non-spezia – sembra possa essere un loro valido alleato nell’accentuarne il tono gustativo.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Grazie alla richiesta crescente di cibi salutari, che certo non hanno la fama di essere prediletti per il loro proprio sapore, il kokumi potrà essere una buona risorsa nelle mani di chi si occupa di prodotti alimentari, per creare alternative healthy, ma “tasty”, che soddisfino il palato dei consumatori.

Digital Tips #67 - La guerra dello Streaming e la battaglia dei messaggi

Digital Tip, Generale, Intellectual Property

#1 Streaming is the new black Dopo che Big Company come Apple, con Apple TV Channels, Amazon con Amazon Prime Video, Sky con NowTV e le italiane Rai con RaiPlay e Mediaset con Infinity, è la volta di Disney...

#1 Streaming is the new black

Dopo che Big Company come Apple, con Apple TV Channels, Amazon con Amazon Prime Video, Sky con NowTV e le italiane Rai con RaiPlay e Mediaset con Infinity, è la volta di Disney per sfoderare il suo attacco a Netflix con l’annuncio del suo servizio di streaming tv Disney+. La casa madre di Topolino è pronta per lanciare l’applicazione negli Stati Uniti già a partire dal 12 Novembre di quest’anno.
L’Amministratore Delegato Disney, Bob Iger, rivela anche il prezzo, 6,99 dollari, e lo motiva specificando che, trattandosi della prima iniziativa di questo genere da parte della compagnia, si tratta di una mossa dettata dall’obiettivo specifico di attrarre più utenti possibili, e ciò per ottenere pareggio e profitto entro i primi 3 anni dal lancio dell’applicazione.

Cosa offrirà Disney+?

Il format così concepito comprenderà oltre a tutti i classici del brand, anche i contenuti dei marchi di proprietà Disney quali Pixar, Marvel, National Geografic e Lucasfilm. Per il primo anno è già prevista la produzione originale di 10 film e 25 serie tv, l’intera collezione di 30 stagioni dei Simpson, i più amati e conosciuti film Pixar, più 3 spin off degli Avengers e l’intera saga Star Wars.
La domanda che tutti si pongono ora è: cosa farà Netflix?

 

#2 La controffensiva di Netflix: 

l’ora degli investimenti

Se i concorrenti del colosso dello streaming stanno diventando sempre più agguerriti, Netflix non sembra mostrare preoccupanti segni di cedimento, rispondendo al fuoco avversario con poderosi investimenti. Di questi giorni è infatti la notizia che Netflix prevede di investire 200 milioni di euro nella produzione di film e serie tv targate Italia. Un impegno economico notevole che vede premiati il talento e la creatività italiani, e che sottolinea l’importanza strategica del nostro paese nel settore cinematografico e dell’intrattenimento, inserendo produzioni originali locali in una vetrina di portata internazionale. Giancarlo Leone, presidente APA (Associazione Produttori Audiovisivi) sostiene in proposito che la partnership tra produttori indipendenti italiani e Netflix costituisca un’opportunità unica che porterà con sé grandi vantaggi in termini di visibilità dei talenti e dei prodotti Made in Italy.

Quali nuovi titoli troveremo?

È un progetto questo che segue una già avviata line up di contenuti quali Baby, sullo scandalo delle baby squillo, Suburra – La serie, sul tema della criminalità romana di Ostia, e Sulla mia pelle, film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi che ha anche regalato il David di Donatello al protagonista (di entrambe le produzioni) Alessandro Borghi. Alcune delle prossime uscite italiane su Netflix sono già state annunciate e tra queste figurano La Luna Nera, serie tv incentrata sul tema della stregoneria nel XVII secolo, Curon, film dalle tinte dark e soprannaturali, e l’adattamento del già celebre film tratto dal romanzo di Federico Moccia Tre metri sopra il cielo.
Non resta che aspettare!

 

#3 Integrazione verticale: 

l’assorbimento di Messenger

Sembra che i lavori siano già cominciati e che Facebook presto assorbirà, almeno in buona parte, le funzionalità di messaggistica istantanea ora deputate alla app Messenger. Tale processo di assimilazione è stato scoperto dalla già nota hacker Jane Manchun Wang, conosciuta per le sue ricerche sulle funzionalità app e social media. Il riassorbimento di Messenger sembra una mossa giunta non a caso, dopo il down delle app di proprietà di Facebook la scorsa settimana e dopo gli innumerevoli problemi legati alla privacy e ai dati degli utenti. Molti si sono lamentati anche dell’eccessiva pesantezza dei tool della app in termini di consumo delle risorse hardware dello smartphone.

Cosa succederà a Messenger?

Per il prossimo futuro è dunque previsto l’accorpamento dei principali prodotti di messaggistica del portafogli a disposizione di Zuckerberg, Instagram, Whastapp e Messenger, che renderà possibile l’interscambio di messaggi da un social all’altro. Messenger tuttavia non scomparirà del tutto: continuerà ad essere presente come app a sé stante anche dopo l’integrazione, ma con funzionalità e scopo differenti rispetto ad ora.

Digital Trends 2019 - #7 Il CEO accessibile e responsabile

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"Innovating With Impact" Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse...

“Innovating With Impact”

Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse andranno ad avere sul business, sui propri consumatori, ma specialmente sulla società. Nell’era in cui l’innovazione digitale modifica continuamente il nostro modo di lavorare, di vivere e di interagire con i brand, è importante che le organizzazioni abbiano un impatto positivo e significativo in ogni ambito. 

#7 Il CEO accessibile e responsabile

Dai dati del report sui Digital Trends emerge che il 56% delle persone hanno poco rispetto per quei CEO che rimangono silenti su questioni di grande rilevanza. Secondo l’annuale indagine condotta dalla stessa Edelman, il Trust Barometer, emerge sempre più chiaramente che i datori di lavoro e i CEO, nei quali è riposto il più alto livello di fiducia rispetto a Governo, ONG e Media, sono chiamati a guidare il cambiamento. Ad oggi sono elevate le aspettative di accessibilità e trasparenza dei dipendenti nei confronti dei propri capi, e si estendono anche sulla loro presenza sui social network. La posizione di executive impone a chi la ricopre di trattare i social alla stregua di canali di comunicazione ufficiali, adattando di conseguenza la loro immagine, poiché attraverso essi è possibile avere un impatto sul business e sul sentimento dei dipendenti all’interno dell’azienda.

Perché è interessante questo trend?

Per i leader delle imprese è fondamentale mettere al primo posto la responsabilità, bilanciando l’autorevolezza della propria posizione con la sensibilità nei confronti dei propri dipendenti e clienti, e definire una appropriata rappresentazione del brand anche attraverso una coordinazione intelligente dei canali social. Farsi portatori di cambiamento implica scendere in campo in prima persona, non solo all’interno dell’ambiente lavorativo, ma anche e soprattutto nell’affrontare tematiche di rilevanza sociale e politica.

Per approfondire, qui il link del documento originale

Riflessioni su cibo e dintorni: #1 Nutrizione e benessere reinventati

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Riflessioni su cibo e dintorni torna con i nuovi Food & Beverage Trends 2019, la ricerca Edelman che, come ogni anno, raccoglie le ultime tendenze del settore a livello globale, dalla Cina al Sud Africa,...

Riflessioni su cibo e dintorni torna con i nuovi Food & Beverage Trends 2019, la ricerca Edelman che, come ogni anno, raccoglie le ultime tendenze del settore a livello globale, dalla Cina al Sud Africa, dall’Argentina al Canada, dall’Italia all’Australia. Sia presi singolarmente, sia nel loro insieme, quest’anno gli Edelman Food Trends rivelano come il settore stia attraversando grandi cambiamenti, il cui impatto si manifesta “oltre” la cucina e la tavola. Tendenze dirompenti o semplicemente evoluzione dei movimenti del passato, quest’anno la loro narrazione ruota intorno ad un approccio fortemente salutistico, molto più sostenibile e una maggiore preoccupazione per l’impatto che quanto consumiamo ha sull’ambiente e la società. A differenza delle scorse edizioni questa vedrà le suggestioni relative ai Food Trends raggruppate in quattro categorie: nutrizione e benessere, nuovi gusti e nuovi ingredienti, sostenibilità al centro, cibo e società.

Buona lettura!

Mentre le più particolari diete, come la paleozona e la ketogenica, continuano ad emergere e incuriosire gli appassionati del mangiar sano, sta maturando una decisa evoluzione verso un approccio più naturale e olistico dei concetti di nutrizione e benessere, che va oltre la semplice attenzione al peso. Tra i trend più in voga troveremo polveri in grado di trasformare le proprietà nutritive degli alimenti, burro e grassi alternativi in grado di sostituire in maniera più sana e leggera gli oli tradizionali più comunemente usati, e una dieta basata sul controllo degli zuccheri – FODMAP. Tutto ciò a partire dall’esigenza di una nutrizione sempre più personalizzata, aspetto che sta cambiando anche il modo in cui le aziende si approcciano all’innovazione nel settore alimentare.

#1 Il tuo DNA, la tua dieta

Numerose aziende in tutto il mondo stanno sviluppando sistemi per mettere a punto diete sempre più personalizzate, che si adattino alla genetica della persona, ai suoi gusti e necessità nutritive: questo attraverso lo studio del DNA.

Nella regione EMEA spiccano alcune iniziative: Future of Food, che prevede una drastica riduzione del consumo di carne e latticini entro il 2028, e il progetto Food4Me: promosso in tutta Europa, assieme allo studio condotto da Predimed, ha dimostrato che una dieta personalizzata sulle caratteristiche specifiche dell’individuo può diventare un elemento chiave nella prevenzione di malattie e disturbi, anche, ma non necessariamente, legati al cibo.
Se da una parte l’Università di Monaco sostiene non vi siano prove dei reali effetti benefici della genetica sul consumo di calorie, di carboidrati e di grassi, dal Regno Unito giungono segnali positivi. La dieta “perfetta” dovrebbe essere impostata proprio a partire dal DNA, pur tenendo sempre in considerazione piccole variazioni che, a seconda delle abitudini alimentari, rendono ciò che fa bene ed è salutare per una persona motivo di aumento o perdita di peso per un’altra.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Una richiesta sempre maggiore da parte dei consumatori di plasmare le proprie abitudini alimentari e la propria dieta su sé stessi: non una semplice dieta personalizzata, ma del tutto unica e propria che diventa un’estensione della “customizzazione” dell’esperienza alimentare.

 

#2 Superpolveri

Gli anni precedenti hanno visto la ribalta dei superfood: oggi gli stessi superfood hanno preso il centro della scena sotto forma di superpowder (superpolveri). Il loro vantaggio consiste nel poter essere più facilmente incorporate in ogni tipo di prodotto. Molte delle polveri ottenute da erbe tradizionali e antiche, da noci e piante, sembra possano giovare alle funzioni cerebrali, avendo effetti positivi anche sul sonno.
In particolare spicca in questo trend il Moon Milk: una bevanda di origine indiana che prevede l’aggiunta di erbe e miele a latte caldo, considerata un ottimo rimedio contro l’insonnia.

Seguendo questa scia, in Italia sempre più persone cercano e scelgono cibi e bevande che supportino una sana attività cerebrale, rafforzino le ossa, migliorino la digestione e la salute del cuore. In gran voga oggi, ma già sfruttatissimo in passato specialmente in Sicilia – da cui il nome – il Sommacco Siciliano: un arbusto dalle bacche rosso-brune, che se mangiate fresche possono essere velenose, di cui si sfruttano prevalentemente le foglie e la corteccia per le loro proprietà astringenti, antinfiammatorie e antiossidanti, oltre che per l’elevata concentrazione di vitamina C che aiuta ad abbassare il livello degli zuccheri del sangue.

Un altro alimento popolarissimo gli anni scorsi ha visto un nuovo utilizzo sotto forma di polvere: usato prima soprattutto per macchiare il latte o farne un cappuccino aromatico, oggi il Matcha è un ingrediente frequente nei menù di ristoranti e specialmente nei dolci, dal gelato ai macaron francesi.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Che le aziende, approcciandosi ad un nuovo segmento del settore, assecondino il desiderio di uno stile di vita più salutare dei consumatori proponendo nuove superpolveri.

 

#3 Burri e oli alternativi

In linea con la generale tendenza a volere uno stile di vita sano, negli scorsi anni diete come la paleo e la keto hanno raggiunto il loro apice. Oggi, al di là del tipo di dieta che si desidera adottare, il trend comune è quello che vorrebbe sostituire i classici burro e olio con i loro corrispettivi sani. Le alternative sono a dir poco numerose e comprendono burri ricavati da frutti come l’avocado e il cocco, dall’aquafaba e persino dai semi di zucca, tanto che ne è nato un dibattito intorno alla stessa definizione di “burro”.

Quest’anno i riflettori sono puntati su un burro in particolare: il Ghee. Di origine indiana, è un burro chiarificato da cui è stata eliminata ogni parte grassa solida, compreso il lattosio.
I grassi alternativi stanno rimodellando non soltanto le abitudini alimentari delle persone, ma anche i modi di cucinare di ristoranti e chef.
In Europa stanno avendo un grande successo la cucina e la pasticceria vegana in cui al posto del classico burro vengono utilizzati burro di fave e oli vegetali a bassissimo contenuto di grassi come quello di semi di lino.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Ultimamente stiamo assistendo ad un generale cambiamento della mentalità del consumatore nei confronti degli alimenti a base animale: c’è maggior attenzione all’impatto ambientale e al benessere animale stesso, e ciò contribuisce alla costante crescita nella richiesta di alternative più salutari e sostenibili.

 

#4 La dieta senza FODMAP

Non si tratta di una dieta il cui scopo è regolare il peso, ma una vera e propria necessità per chi soffre di disturbi legati all’intestino: si stima infatti che il 15% della popolazione soffra della sindrome da colon irritabile, una condizione che limita l’assunzione di alcuni alimenti e che nei casi più gravi ne prevede la totale eliminazione. Tra questi rientrano i FODMAP, sigla che corrisponde a cibi i cui componenti sono Fermentabili, Oligo-, Di-, Mono-Saccaridi e Polioli, ossia carboidrati e zuccheri che non vengono digeriti e assorbiti correttamente dall’intestino.

Come funziona la dieta Low-FODMAP? In una prima fase l’ideale è eliminare completamente alimenti di questo genere. Sembra impossibile, ma fortunatamente esistono innumerevoli alternative come il latte di mandorle o di noci e prodotti totalmente gluten-free. Adottando questo metodo se ne potranno notare, già dopo qualche giorno, gli effetti positivi sulla digestione e una notevole diminuzione del senso di pesantezza.

 Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Una sempre maggiore attenzione da parte delle aziende del settore alimentare verso la necessità dei consumatori di acquistare prodotti FODMAP-friendly.

Digital Trends 2019 - #6 More innovation, more expectations

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"Innovating With Impact" Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse...

“Innovating With Impact”

Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse andranno ad avere sul business, sui propri consumatori, ma specialmente sulla società. Nell’era in cui l’innovazione digitale modifica continuamente il nostro modo di lavorare, di vivere e di interagire con i brand, è importante che le organizzazioni abbiano un impatto positivo e significativo in ogni ambito. 

#6 More innovation, more expectations

Dai precedenti trend si può indubbiamente trarre una conclusione: le aspettative di rilevanza e personalizzazione da parte dei consumatori sono cresciute e continuano a crescere all’evolvere dell’innovazione tecnologica. I brand d’altro canto stanno diventando sempre più abili a rispondere alle loro esigenze, indipendentemente dal tempo, dal luogo e dal dispositivo di utilizzo. Per gli addetti del marketing esperienze come quelle che fanno vivere tecnologie indossabili, auto intelligenti, dispositivi di gestione domestica smart e voice command costituiscono dei ponti tra il mondo digitale e il mondo fisico in grado di aprire a  nuove e infinite possibilità.

Perché ci interessa questo trend?

Ciò che il consumatore si aspetta dalla customer experience oggi non può essere legato ad una sola modalità di accesso, anzi deve potervi accedere attraverso qualsiasi mezzo – omnicanalità – e allo stesso tempo l’esperienza che ne scaturisce deve essere “seamless”, ossia in ogni luogo e in ogni momento. Per far sì che la strategia impostata abbia rilevanza e che l’engagement sia d’impatto è necessario che i brand tengano conto di tre, fondamentali, “C”: Contenuto – che rimandi al brand sia online che offline; Coerenza – nel tono e nell’aspetto; Contesto – come antidoto alla proliferazione di piattaforme infinite e caotiche. Come? Pianificando una strategia chiara, iniziando piano e sfruttando i dati a disposizione con metodo.

Per approfondire, qui il link del documento originale

Digital Trends 2019 - #5 Nuovi contesti di commercio

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"Innovating With Impact" Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse...

“Innovating With Impact”

Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse andranno ad avere sul business, sui propri consumatori, ma specialmente sulla società. Nell’era in cui l’innovazione digitale modifica continuamente il nostro modo di lavorare, di vivere e di interagire con i brand, è importante che le organizzazioni abbiano un impatto positivo e significativo in ogni ambito. 

 

#5 Nuovi contesti di commercio

Con la trasformazione digitale in atto anche il contesto degli acquisti online è cambiato e continua a cambiare: dall’e-commerce oggi molti brand stanno iniziando a muoversi verso il social-commerce. La necessità di tale spostamento nasce da una sempre più crescente aspettativa dei consumatori, che vogliono essere coinvolti in prima persona. I brand dunque devono adattare la propria strategia social e i suoi contenuti in modo tale da incontrare i clienti esattamente su ciò che vogliono, per semplificare il processo d’acquisto e rendere memorabile l’esperienza del prodotto.

 

Perché è interessante questo trend?

Stando ai dati 2 italiani su 3 effettuano acquisti o pagamenti online, e, nel 2018, il 42% l’ha fatto da dispositivi mobile. In un contesto in cui le piattaforme social stanno catalizzando come mai prima d’ora l’interazione tra consumatore e brand, è importante che i brand capiscano quale strategia adottare, ma soprattutto su quale piattaforma, e quando è il momento di chiamare in causa i giocatori di punta (Instagram, Snapchat, Pinterest ecc.). Da non sottovalutare è, in questo senso, la crescita degli acquisti per categorie merceologiche, che oggi vede cibo e prodotti per la cura della persona salire del 18% e arredamento e domestici del 16%.

 

Per approfondire, qui il link del documento originale

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