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Le elezioni di metà mandato: la comunicazione

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L’affluenza alle urne Le elezioni di metà mandato 2018 sono state un caso atipico, superando per la prima volta i 100 milioni di voti e raggiungendo la cifra record di 113 milioni di votanti. Per essere...

L’affluenza alle urne

Le elezioni di metà mandato 2018 sono state un caso atipico, superando per la prima volta i 100 milioni di voti e raggiungendo la cifra record di 113 milioni di votanti.
Per essere una semplice elezione di metà mandato, circa il 48% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne, comparato al 39% del 2014.
Nonostante generalmente abbia avuto una rilevanza e un peso diversi da un’elezione presidenziale, quest’anno si è quasi avvicinata all’affluenza di voto delle presidenziali del 2016 (56%).
Questo picco trova una spiegazione sia nell’attività sui social media, intensificata principalmente da rappresentanti del mondo dello spettacolo, sia dalla percezione che questo voto fosse un referendum nei confronti dell’operato del presidente Trump.

Come hanno comunicato i media

“Sono venticinque anni che mi occupo di elezioni alla CNN e non ho mai visto un tale interesse per quelle di metà mandato come quest’anno”, ha affermato Sam Feist, Bureau Chief alla CNN.
Indubbiamente, i network hanno adottato delle misure che generalmente si sono sempre prese per le elezioni presidenziali. O addirittura, le hanno stravolte.
Il primo cambiamento è stato riguardo la fascia oraria dedicata alle elezioni. Dalle canoniche tre ore del prime time (tra le 8 p.m. e le 11 p.m.) si è passato a sette, arrivando a coprire le elezioni fino alle 2 a.m.
Il secondo cambiamento viene direttamente da come si sono “vestiti” i vari network per raccontare l’esito delle elezioni più osservate.

Fox ha costruito uno studio temporaneo e uno spazio interattivo fuori dalle sedi elettorali.

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La NBC ha trasformato il Rockfeller Plaza nella “Democracy Plaza”, il modo in cui viene chiamata la piazza in occasione delle elezioni, con i risultati in mostra sulla pista di pattinaggio.

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ABC News ha avuto un nuovo set, con la realtà aumentata che mostrava i risultati in tempo reale, in diretta dall’Upper West Side (a differenza delle elezioni precedenti, in cui avevano occupato Times Square).

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Infine, la CBS hanno trasformato i suoi studi riservati ai programmi mattutini in set televisivi a tema elezioni.

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Quest’anno le elezioni hanno preso una piega molto più spettacolarizzante. La tendenza a questo genere di informazione in ambito politico è stata ampiamente discussa durante l’International Journalism Festival 2018 che si è tenuto quest’anno a Perugia: Edelman Italia era presente e ha colto le tendenze nell’ambito della comunicazione e dell’informazione non solo giornalistica, ma anche dei brand.

Newsletter IJF 2018

Le elezioni di metà mandato: cosa aspettarsi

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elezioni di metà mandato

Sorry, I’d rather read the original article.   Sulla scia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, Lisa Ross, Presidente di Edelman Washington D.C., ha tenuto un panel con Michael Steele, l’ex capo del...

Sorry, I’d rather read the original article.

 

Sulla scia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, Lisa Ross, Presidente di Edelman Washington D.C., ha tenuto un panel con Michael Steele, l’ex capo del Comitato Nazionale dei Repubblicani, e Joe Lockart, Vicepresidente delle Public Affairs in Edelman.
La conversazione tra i clienti Edelman e i nostri colleghi si è concentrata su cosa i risultati delle elezioni possono significare per gli Stati Uniti, per la global economy, i business leader e i clienti.
A moderare il dibattito, Nick Johnston, caporedattore di Axios, con la partecipazione di Darci Vetter, General Manager per le Public Affairs in Edelman ed ex capo dei negoziatori agricoli della U.S. Trade.

Michael Steele e Joe Lockart si sono trovati d’accordo che su tre aree in particolare in cui si potrebbe vedere un potenziale supporto bipartisan nel Congresso americano:

 

Settore Tech

Con entrambe le fazioni scontente nell’ambito del settore tecnologico, sebbene per ragioni diverse, le aziende tech dovrebbero aspettarsi che si cerchi di regolare il settore e le sue politiche riguardo i dati con l’inizio di una legislazione bipartisan.
Le aziende tech hanno bisogno di superare le problematiche di cui portano ancora gli strascichi e iniziare a informare i consumatori e il Congresso riguardo il modo in cui i dati vengono monetizzati, resi anonimi e usati.
I consumatori sono già pienamente consapevoli (e spaventati) di come le aziende tech usino e raccolgano i loro dati. Ora, queste ultime hanno bisogno di spiegare come la monetizzazione dei dati degli utenti possa essere un beneficio per il consumatore.

 

Infrastrutture

Repubblicani e Democratici, allo stesso modo, hanno espresso interesse nel far passare delle leggi nell’ambito delle infrastrutture, che, appoggiate da entrambe le parti, potrebbero creare nuovi posti di lavoro.
Questo è ciò che il presidente Trump auspicava sin dal suo primo giorno di insediamento. I democratici avranno un incentivo a far passare la legge sulle infrastrutture entro il 2020 perché permetterebbe loro di mostrare come il governo si stia muovendo su questo fronte.
Questo potrebbe costituire una vittoria alla pari sia per il Presidente, sia per il Congresso dei Democratici.

 

Sanità e Prezzo dei Farmaci

I democratici si guarderanno bene dal bloccare qualsiasi tentativo di respingimento dell’ACA (Affordable Care Act, la legge sulla maggiore accessibilità dei farmaci per i consumatori, ndr): mentre la loro attenzione nei confronti della legge ha lo scopo di proteggere le persone dalle condizioni pre-esistenti, ora verrà data ai democratici l’opportunità di spingere i repubblicani a ufficializzare quali erano le loro posizioni sulle condizioni pre-esistenti di protezione dei cittadini.
Inoltre, è probabile che il prezzo dei farmaci diventi uno dei temi cardine che affronterà la Camera dei Rappresentanti. Tra le previsioni ci sarebbe un piano per i prezzi per i farmaci, e i democratici potrebbero trovare nel Presidente Trump un alleato per affrontare questa problematica. A maggio di quest’anno, infatti, la Casa Bianca ha rilasciato un blueprint per abbassare i prezzi.

Altre due problematiche sono venute alla luce durante la discussione:

 

Regolamentazione

Il Presidente Trump ha passato gli ultimi due anni a incoraggiare i suoi ministeri a concentrarsi sulla regolamentazione. È molto probabile che questi ordini di partenza possano scontrarsi con un grande ostacolo, una volta che i democratici subentreranno nella Camera dei Rappresentanti a gennaio.
Inoltre, proprio i democratici avranno l’opportunità di mettere in evidenza quello che alcuni ministeri più di altri hanno fatto, come il Ministero dell’Energia, dell’Educazione e dello Sviluppo Urbano. Questi dipartimenti dovranno prepararsi a indagini e inchieste del Congresso.


Commercio e Tariffe

Il commercio e le tariffe hanno giocato un ruolo chiave nell’amministrazione Trump, e questo non è probabile che cambi col passare del tempo.
Queste elezioni hanno effettivamente dato al Presidente il via libera su questo obiettivo nella sua agenda, almeno per ora. Ci dovremmo aspettare di vedere una continuazione delle stesse tattiche aggressive che abbiamo visto fare uso da parte del Presidente negli ultimi due anni.

Ciò che è interessante è che una percentuale di democratici sia d’accordo con il Presidente Trump nel suo approccio al commercio e alle tariffe, ma non possiamo aspettarci che mostrino pubblicamente il loro aperto supporto a questa causa, non vogliono concedere questa vittoria al Presidente per ora.
D’altro canto, mentre una percentuale di democratici si mostrerebbe d’accordo con l’approccio del Presidente, molti repubblicani non lo sono. Naturalmente non si ritiene che i Repubblicani lo dichiarino apertamente, visto che sono poco propensi ad andare contro il Presidente in questo periodo storico.
Gli agricoltori hanno già cominciato a sentire il peso dei dazi, ma i consumatori americani inizieranno a sentire sulla propria pelle l’effetto del rialzo dei prezzi all’inizio del prossimo anno.
Se e quando succederà, i consumatori potrebbero spingere maggiormente il business e i legislatori a fare cambiamenti.

 

In conclusione

Le elezioni di metà mandato non comportano necessariamente una trasformazione: al contrario, è stata una conferma di quella che è la realtà politica.
Come ha fatto notare Michael Steele:” Gli Stati repubblicani lo sono diventati ancora di più, così come quelli democratici.” Naturalmente ora le dinamiche politiche hanno subito un’inversione di marcia. Negli ultimi due anni i democratici non avevano abbastanza potere per fare leva, ma tutto potrebbe cambiare a gennaio, quando si insedierà il nuovo Congresso.
I democratici saranno nella posizione di mettere in risalto delle problematiche importanti per loro e per i loro elettori e avere abbastanza potere decisionale da metterle in agenda.

 

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Come hanno comunicato i network durante le elezioni di metà mandato?

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  • La fiducia dipende dal reddito. Le fasce con maggiore reddito e istruzione, secondo il Trust Barometer di Edelman, ripongono una maggiore fiducia nelle istituzioni rispetto al resto della popolazione, specialmente negli USA e nel Regno Unito. Ci sono esattamente 31 punti di distacco tra i due gruppi negli Stati Uniti. Il voto per Trump sembra rappresentare un voto di protesta della popolazione nei confronti delle istituzioni e dell’establishment.
  • Twitter vince sul New York Times. Trump si è rivolto direttamente al suo elettorato, in particolare ai suoi 14 milioni di follower su Twitter. I media mainstream hanno sostenuto apertamente Clinton e hanno messo in cattiva luce il candidato repubblicano, ma questo non è servito a indebolirlo. Anzi, Trump ha denunciato l’ambiguità dei media e ha fatto appello direttamente ai suoi supporter. I social hanno raccolto il risentimento diffuso e l’hanno meglio intercettato.
  • Uno stile di comunicazione diretto paga. La comunicazione diretta, incisiva e non politically correct di Trump ha sconfitto quella di Clinton più tradizionale e istituzionale. In questo modo Trump ha guadagnato favore e simpatia attraverso un linguaggio vicino a quello della gente comune. Il ruolo dei media tradizionali si è rivelato marginale per Hillary Clinton.
  • Spazi pubblicitari e celebrities hanno danneggiato la campagna di Clinton. Nemmeno il fatto di avere speso 10 volte di più rispetto all’avversario in pubblicità ha permesso a Clinton di vincere. Al contrario, la candidata democratica ha dato la netta impressione di aver provato a comprare i voti invece di conquistare la fiducia degli elettori. Anche l’endorsement di varie celebrità non è servito ad aumentare la popolarità di Clinton e anzi ha forse confermato la sua appartenenza all’establishment e la sua distanza dall’elettorato comune.

Interessante rilevare come, ai fini della previsione dell’esito elettorale i social network siano stati molto più efficaci della maggior parte dei sondaggi. Stando all’infografica prodotta dall’account Twitter Government, che ha monitorato i messaggi sui social, si vede chiaramente come a guidare le conversazioni sia stato il repubblicano Trump, sia in quanto a mention sia per presenza e viralità dello stesso candidato. Trump in certi casi ha gestito personalmente il proprio account, dimostrandosi un vero campione di engagement. Il candidato repubblicano, di certo non gradito ai media, ha stravinto sul campo dei social, dove la popolazione si esprime in modo diretto e riesce ad avere un contatto più immediato con il proprio rappresentante.

Tweets mentioning candidates @HillaryClinton and @realDonaldTrump since the start of 2016 pic.twitter.com/G3gqyWhkGH

 

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