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La tecnologia agisce ancora per un bene superiore?

Generale, Intellectual Property, Tecnologia
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Sorry, I'd rather read the original post. I problemi di Google con la questione delle molestie sessuali, il numero crescente di critiche all'apertura delle nuove sedi di Amazon, Apple sempre più schiva nel rispondere alle domande sulla sua evasione...

Sorry, I’d rather read the original post.

I problemi di Google con la questione delle molestie sessuali, il numero crescente di critiche all’apertura delle nuove sedi di AmazonApple sempre più schiva nel rispondere alle domande sulla sua evasione fiscale, e come dimenticare lo scandalo di Facebook sulle elezioni, sulle problematiche di privacy e dei big data: serpeggia sempre più l’idea che le grandi aziende tech siano “troppo grandi perché possano sopravvivere“. Stanno deludendo le aspettative che i consumatori riponevano nella tecnologia come mezzo per migliorare il proprio stile di vita, e la loro rapida discesa dallo stato di grazia è una spia luminosa che non andrebbe trascurata.

Anche le voci dei dipendenti delle suddette aziende stanno aumentando, spingendo l’agenda della C-suite su tematiche controverse come l’inclusione, la trasparenza, la diversità, il codice etico e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come arma.

Al centro di tutto questo gioco di forze c’è la fiducia, l’unico grande imperativo per le aziende (e a dirla tutta, dell’intera società).

La policy che è alla base delle nuove tecnologie, ovvero di crearle per un bene superiore e per proteggere le persone, chiede un forte engagement, sia da parte del pubblico che del privato. La chiave risiede nella collaborazione tra le parti.

In un mondo di sfiducia, ci si aspetta che sia il business a condurre il gioco. Quindi, cos’è che può fare questo settore per ispirare fiducia? “I brand ora sono spinti ad andare oltre i loro notori interessi e a diventare fautori di una società migliore,” ha affermato il presidente e CEO Richard Edelman.
Per guadagnare fiducia i brand devono agire con uno scopo e prendere posizione su problematiche che mostrino i loro valori.
L’ONU ha dato 17 obiettivi sostenibili da raggiungere entro il 2020 che le aziende possono scegliere e abbracciare:

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Per sapere di più su come i brand dovrebbero porsi nei confronti dei consumatori, Edelman ha rilasciato lo studio sui trend della comunicazione, l’Earned Brand Study.

Scarica il Global Report – 2018 Earned Brand Study

5 opportunità e sfide dalla voice technology

Generale, Tecnologia, Trend & Insight
voice technology e smart speakers

“Il 50% delle ricerche sarà voice entro il 2020”: al Festival Internazionale del Giornalismo di quest’anno quello della voice technology è stato un tema molto sentito, al punto tale da svettare in cima alle tendenze....

“Il 50% delle ricerche sarà voice entro il 2020”: al Festival Internazionale del Giornalismo di quest’anno quello della voice technology è stato un tema molto sentito, al punto tale da svettare in cima alle tendenze.

Martin Klok, Senior Digital Strategist in Edelman Amsterdam, ha scritto un contributo al riguardo, evidenziando le cinque possibili opportunità e sfide del voice marketing.

Quella della voice technology è una branca in continuo sviluppo: Siri, l’assistente vocale di Apple, è usato su oltre 500 milioni di device e una delle aspettative sull prossimo anno è che più di 59 milioni di persone in tutto il mondo useranno uno smart speaker come Amazon Echo o Google Home.

voice technology

Il 23% dei marketer ritengono che l’aumento degli assistenti vocali e degli smart speakers avrà un impatto sulle strategie marketing nel 2020.

Per molti marketer questo avrà un grande impatto sulle loro strategie dei prossimi anni, ma quali opportunità e sfide seguiranno?

Qui i cinque punti da tenere a mente per una strategia marketing basata sulla tecnologia Voice:

 

#1 Il marketing real time diventa essenziale

La crescente popolarità degli assistenti vocali offre una possibilità per i brand – anche letteralmente – di entrare nelle case dei target di riferimento e diventare parte delle loro vite quotidiane. Mentre solo una parte degli fruitori attuali di smart speaker ha espresso piacere nel ricevere contenuti brandizzati, c’è ancora un enorme potenziale nell’ambito dei servizi e degli scopi commerciali.

Determinare quando e in che modo usare gli assistenti vocali per approcciare i consumatori è essenziale. Con i giusti insight sull’uso quotidiano degli smart speaker si può determinare dove creare un valore aggiunto: la giusta fascia oraria è tra le 17.00 e le 19.00 – quando le persone usano maggiormente i loro assistenti vocali per cercare ristoranti e ricette – o quando ascoltano la musica in compagnia? C’è un ampio bacino di possibilità per posizionarsi nella fase giusta del customer journey.

#2  La rivoluzione della voice technology in ambito search

Più del 20% di tutte le ricerche via mobile su Google sono ricerche vocali: queste in particolare sono diventate sempre più rilevanti per i SEO marketer negli ultimi anni. Ma la rivoluzione vera e propria arriverà nei prossimi anni non appena l’uso degli smart speaker aumenterà. Attraverso un maggior numero di ricerche vocali:

  • I soggetti delle ricerche diventeranno sempre più diversificati e complessi, sulla base di forme diverse del discorso.
  • I bisogni degli utenti cambieranno. Un maggiore focus sull’audio avrà un impatto sul design audiovisivo ottimale del brand su diversi canali.
  • Si è creata una crescente competizione per finire in cima alle posizioni nei motori di ricerca al punto tale che solo i primi risultati verranno presi in considerazione dagli assistenti vocali e in ultimo solo questi risultati saranno ascoltati dagli utenti.

Queste sono solo alcune ragioni per i marketer per cambiare la direzione della strategia search.

#3 I brands stanno (quasi letteralmente) avendo una voce

Quando la musica e i voiceover dell’advertising hanno aiutato i brand ad avere attenzione e formare un legame emotivo con i clienti, l’aumento degli assistenti vocali hanno dato una nuova importanza all’audio. Per esempio, la traduzione di un tono – in molte aziende è parte integrante dell’identità del brand – in un suono diventa necessario. Non per niente il ‘voice designer’ è una delle carriere in ascesa per i designer di talento.

Bisogna scegliere consapevolmente la voce del proprio brand, una voce che sia in linea con i valori aziendali e che rimanga nella mente del target futuro di utenti di smart speaker.

In un mondo di assistenti vocali, l’azienda – e la sua rappresentazione vocale – devono essere al servizio del target e assicurare riconoscibilità e fiducia. Non rendere il design della voce del brand troppo servile: ciò che conta è differenziarsi, assicurandosi un design intelligente artificialmente ma con una qualità umana. In questo modo si potrà stabilire una connessione con il pubblico di riferimento attraverso questo canale.

#4 I canali tradizionali stanno diventando sempre più smart – e controllati dalla voice technology

Con il crescente numero di chatbot, l’interfaccia utente conversazionale – la struttura web che facilita le interazioni tra gli utenti umani e i robot – è implementata su diverse piattaforme: da Facebook Messenger alle pagine di customer service. Ad ogni modo, siamo già al prossimo step: le interfaccia utente di tipo voice, nelle quali le conversazioni utente sono fondamentali.

Da tenere bene a mente quando si andrà a sviluppare una strategia di canale: non appena le persone si abitueranno sempre di più a comunicare con gli assistenti vocali, in futuro si aspetteranno anche che i brand facilitino il processo, attraverso i chatbot, i siti web ma anche tramite punti vendita fisici.

A causa di questo cambiamento nell’esperienza utente, sta diventando sempre più importante cosa vuole sentirsi dire l’utente piuttosto che cosa si vuole dire. Questo significa  che prestare attenzione ai target – e questa è una possibilità che le piattaforme basate sulla tecnologia voice offriranno – diventerà sempre più una priorità.

#5 Misurabilità e Determinazione di un Tone of Voice

Proprio perché il successo di un brand attraverso gli smart speaker è determinato dalle esperienze utente, misurare e ottimizzare queste esperienze è essenziale. È molto probabile che questa sarà una delle sfide del 2021, specialmente per i marketer moderni che sono abituati a testare, misurare e ottimizzare ogni cosa nel dettaglio.

Questa sembra essere la direzione, visti i potenziali KPI e metriche per il voice marketing. Per esempio, basandosi sui messaggi attivabili con tecnologia voice, dovrebbe essere possibile mappare il cliente o il percorso del servizio e identificare qualsiasi ostacolo nella costumer journey.
Entro il 2021 le statistiche utenti come la lunghezza delle sessioni o le frequenze d’uso dovrebbero essere disponibili anche ai brand. Le statistiche degli altri canali e possibilmente le ricerche utenti qualitative formano un’eccellente base per la misurazione delle performance dei brand in quest’area e per ottimizzare la comunicazione, il marketing e i programmi.

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