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Prendere posizione nell'era dei Millennial

Generale, Intellectual Property, Trend & Insight
millennial

Sorry, I'd rather read the original article   I millennial nell’aggregarsi sono diversi dalle altre generazioni: il loro “collettivo” influenza la loro fiducia e lealtà nei confronti dei brand, così come le decisioni d’acquisto. Questo...

Sorry, I’d rather read the original article

 

I millennial nell’aggregarsi sono diversi dalle altre generazioni: il loro “collettivo” influenza la loro fiducia e lealtà nei confronti dei brand, così come le decisioni d’acquisto.
Questo target si aspetta infatti che i brand si schierino e proclamino a gran voce le loro posizioni: come risultato, molte aziende stanno facendo proprio questo. Prendete Nike, ad esempio, e la sua recente campagna controversa “Just Do It”, in collaborazione con l’ex quarterback Colin Kaepernick.
O Tim Cook, che al MSNBC ha affermato “La situazione riguardo le azioni prese contro il rinvio per arrivi in età infantile (DACA) non è un problema di immigrazione, è un problema morale” e quando si è parlato della problematica della privacy, Cook ha ripetutamente commentato “Apple ritiene che i consumatori dovrebbero controllare le loro informazioni riservate.” Perché? L’analyst Renee Murphy, che è intervenuta al riguardo al Forum Forrester sulla Customer Experience, ritiene che altrimenti “nessuno spenderebbe 700$ per un cellulare”.

Mettere in mostra i valori del brand è diventato importantissimo. Se l’azienda non è abituata a farlo, è il caso di cominciare, perché i consumatori si aspettano che essa agisca al loro fianco. Come Murphy ha affermato, in riferimento al supporto a ‘Patagonia’ nelle proteste contro i provvedimenti del presidente Trump di ridurre il numero di terre protette in Utah: “Di chi hai più fiducia riguardo l’ambiente? L’agenzia americana per la protezione ambientale o Patagonia? Patagonia.”

Vivere in un mondo di Belief-Driven Buyers

L’Edelman Earned Brand Study 2018 conferma gli insight di Forrester: le ultime ricerche hanno rilevato che quasi 2/3 dei consumatori in tutto il mondo (il 64% a voler essere precisi) ora compra sulla base delle loro convinzioni, qualunque sia il mercato, la generazione o le entrate salariali. Questo è più percepibile nel target 35-54 anni, che superano di 14 punti le stime del 2017, e i consumatori che superano i 55 anni e tendono a condividere con i millennial il loro modo di pensare al riguardo è balzato di 18 punti in un anno.

Questi belief-driven buyers sceglieranno, cambieranno, eviteranno o boicotteranno un brand sulla base della posizione che prenderanno riguardo i problemi sociali o politici a cui i consumatori tengono.

Le ricerche di Edelman hanno anche mostrato che i brand possono schierarsi attraverso un ampio raggio di azioni, dal definire un purpose chiaro al collegarsi a una cultura che sentono vicina, all’essere coinvolto in campagne caratterizzate da un forte attivismo. La convinzione delle persone nel vedere nei brand una forza per il bene comune fornisce al marketing un’opportunità – e un obbligo – ad aiutare i consumatori ad avere la versione migliore della loro vita.

Nell’”Era del Consumatore”, è imperativo che i professionisti del marketing e della comunicazione allineino il loro asse ai principi del brand o rischieranno la lealtà del consumatore e, come risultato, la loro importanza sul mercato.

 

Earned Brand Study – Scarica il PDF

5 opportunità e sfide dalla voice technology

Generale, Tecnologia, Trend & Insight
voice technology e smart speakers

“Il 50% delle ricerche sarà voice entro il 2020”: al Festival Internazionale del Giornalismo di quest’anno quello della voice technology è stato un tema molto sentito, al punto tale da svettare in cima alle tendenze....

“Il 50% delle ricerche sarà voice entro il 2020”: al Festival Internazionale del Giornalismo di quest’anno quello della voice technology è stato un tema molto sentito, al punto tale da svettare in cima alle tendenze.

Martin Klok, Senior Digital Strategist in Edelman Amsterdam, ha scritto un contributo al riguardo, evidenziando le cinque possibili opportunità e sfide del voice marketing.

Quella della voice technology è una branca in continuo sviluppo: Siri, l’assistente vocale di Apple, è usato su oltre 500 milioni di device e una delle aspettative sull prossimo anno è che più di 59 milioni di persone in tutto il mondo useranno uno smart speaker come Amazon Echo o Google Home.

voice technology

Il 23% dei marketer ritengono che l’aumento degli assistenti vocali e degli smart speakers avrà un impatto sulle strategie marketing nel 2020.

Per molti marketer questo avrà un grande impatto sulle loro strategie dei prossimi anni, ma quali opportunità e sfide seguiranno?

Qui i cinque punti da tenere a mente per una strategia marketing basata sulla tecnologia Voice:

 

#1 Il marketing real time diventa essenziale

La crescente popolarità degli assistenti vocali offre una possibilità per i brand – anche letteralmente – di entrare nelle case dei target di riferimento e diventare parte delle loro vite quotidiane. Mentre solo una parte degli fruitori attuali di smart speaker ha espresso piacere nel ricevere contenuti brandizzati, c’è ancora un enorme potenziale nell’ambito dei servizi e degli scopi commerciali.

Determinare quando e in che modo usare gli assistenti vocali per approcciare i consumatori è essenziale. Con i giusti insight sull’uso quotidiano degli smart speaker si può determinare dove creare un valore aggiunto: la giusta fascia oraria è tra le 17.00 e le 19.00 – quando le persone usano maggiormente i loro assistenti vocali per cercare ristoranti e ricette – o quando ascoltano la musica in compagnia? C’è un ampio bacino di possibilità per posizionarsi nella fase giusta del customer journey.

#2  La rivoluzione della voice technology in ambito search

Più del 20% di tutte le ricerche via mobile su Google sono ricerche vocali: queste in particolare sono diventate sempre più rilevanti per i SEO marketer negli ultimi anni. Ma la rivoluzione vera e propria arriverà nei prossimi anni non appena l’uso degli smart speaker aumenterà. Attraverso un maggior numero di ricerche vocali:

  • I soggetti delle ricerche diventeranno sempre più diversificati e complessi, sulla base di forme diverse del discorso.
  • I bisogni degli utenti cambieranno. Un maggiore focus sull’audio avrà un impatto sul design audiovisivo ottimale del brand su diversi canali.
  • Si è creata una crescente competizione per finire in cima alle posizioni nei motori di ricerca al punto tale che solo i primi risultati verranno presi in considerazione dagli assistenti vocali e in ultimo solo questi risultati saranno ascoltati dagli utenti.

Queste sono solo alcune ragioni per i marketer per cambiare la direzione della strategia search.

#3 I brands stanno (quasi letteralmente) avendo una voce

Quando la musica e i voiceover dell’advertising hanno aiutato i brand ad avere attenzione e formare un legame emotivo con i clienti, l’aumento degli assistenti vocali hanno dato una nuova importanza all’audio. Per esempio, la traduzione di un tono – in molte aziende è parte integrante dell’identità del brand – in un suono diventa necessario. Non per niente il ‘voice designer’ è una delle carriere in ascesa per i designer di talento.

Bisogna scegliere consapevolmente la voce del proprio brand, una voce che sia in linea con i valori aziendali e che rimanga nella mente del target futuro di utenti di smart speaker.

In un mondo di assistenti vocali, l’azienda – e la sua rappresentazione vocale – devono essere al servizio del target e assicurare riconoscibilità e fiducia. Non rendere il design della voce del brand troppo servile: ciò che conta è differenziarsi, assicurandosi un design intelligente artificialmente ma con una qualità umana. In questo modo si potrà stabilire una connessione con il pubblico di riferimento attraverso questo canale.

#4 I canali tradizionali stanno diventando sempre più smart – e controllati dalla voice technology

Con il crescente numero di chatbot, l’interfaccia utente conversazionale – la struttura web che facilita le interazioni tra gli utenti umani e i robot – è implementata su diverse piattaforme: da Facebook Messenger alle pagine di customer service. Ad ogni modo, siamo già al prossimo step: le interfaccia utente di tipo voice, nelle quali le conversazioni utente sono fondamentali.

Da tenere bene a mente quando si andrà a sviluppare una strategia di canale: non appena le persone si abitueranno sempre di più a comunicare con gli assistenti vocali, in futuro si aspetteranno anche che i brand facilitino il processo, attraverso i chatbot, i siti web ma anche tramite punti vendita fisici.

A causa di questo cambiamento nell’esperienza utente, sta diventando sempre più importante cosa vuole sentirsi dire l’utente piuttosto che cosa si vuole dire. Questo significa  che prestare attenzione ai target – e questa è una possibilità che le piattaforme basate sulla tecnologia voice offriranno – diventerà sempre più una priorità.

#5 Misurabilità e Determinazione di un Tone of Voice

Proprio perché il successo di un brand attraverso gli smart speaker è determinato dalle esperienze utente, misurare e ottimizzare queste esperienze è essenziale. È molto probabile che questa sarà una delle sfide del 2021, specialmente per i marketer moderni che sono abituati a testare, misurare e ottimizzare ogni cosa nel dettaglio.

Questa sembra essere la direzione, visti i potenziali KPI e metriche per il voice marketing. Per esempio, basandosi sui messaggi attivabili con tecnologia voice, dovrebbe essere possibile mappare il cliente o il percorso del servizio e identificare qualsiasi ostacolo nella costumer journey.
Entro il 2021 le statistiche utenti come la lunghezza delle sessioni o le frequenze d’uso dovrebbero essere disponibili anche ai brand. Le statistiche degli altri canali e possibilmente le ricerche utenti qualitative formano un’eccellente base per la misurazione delle performance dei brand in quest’area e per ottimizzare la comunicazione, il marketing e i programmi.

2018 Internet Trends Report: cosa conta in un'ottica B2B

Generale, Intellectual Property, Trend & Insight

 Per l'articolo integrale clicca qui. Recentemente, la famosa venture capitalist Mary Meeker ha presentato i suoi 2018 Internet Trends Report alla Code Conference. Questo report di 294 pagine è considerato uno dei più accurati in...

 Per l’articolo integrale clicca qui.

Recentemente, la famosa venture capitalist Mary Meeker ha presentato i suoi 2018 Internet Trends Report alla Code Conference. Questo report di 294 pagine è considerato uno dei più accurati in circolazione, e tratta un’ampia gamma di argomenti, dall’emergere di nuove tecnologie e dell’e-commerce, all’healthcare e all’adozione degli smartphone.

Il team di Edelman che si occupa di Business Marketing a Chicago ha esaminato attentamente questo report e ha identificato le tendenze di maggiore impatto sul B2B.
I tre trend elencati di seguito dovrebbero essere sempre tenuti presente man mano che le aziende delineeranno una propria strategia di communications marketing.
Di seguito la sintesi della collega Beth Frenker del team di Business Marketing integrato di Edelman Chicago.

 

#1 Il paradosso privacy non sta portando da nessuna parte

Mekker ha spiegato che le aziende tech stanno affrontando al momento un “paradosso della privacy”: provano a usare i dati dei consumatori nell’ottica di fornire una migliore user experience, cercando però di muoversi nel pieno rispetto della privacy degli utenti.
Oltre ad attenersi a normative come il GDPR, le aziende B2B dovrebbero anche capire come le preferenze riguardo l’utilizzo dei dati personali cambino molto in base alle motivazioni per le quali ogni azienda opera. Citando il 2018 Internet Trends Report, si evince, ad esempio, che i consumatori cinesi siano molto più propensi a condividere i propri dati personali in cambio di benefici a livello di prodotto.
I big data e la privacy continueranno a essere ancora per molto tempo protagonisti del dibattito a livello di business.

 

#2 L’Intelligenza Artificiale verrà messa alla prova

Il report di Meeker ha pronosticato che grandi aziende come Google e Amazon cominceranno a offrire più servizi basati sull’Intelligenza Artificiale e che quest’ultima finirà per essere utilizzata da una grossa fetta di aziende.
Ad ogni modo, la precauzione principale che Mary Meeker suggerisce al riguardo è di procedere con cautela quando si va ad integrare l’Intelligenza Artificiale o i prodotti di machine learning; per citare il CEO di Google, Sundar Pichai:

“L’Intelligenza Artificiale è una delle cose più importanti su cui l’umanità sta lavorando. Va oltre l’impatto che può aver generato il fuoco o l’elettricità. Abbiamo imparato a controllare il fuoco per il bene dell’umanità, ora dobbiamo superare anche questa difficoltà. L’Intelligenza Artificiale sta acquisendo una rilevanza sempre più grande, ma dovremmo essere anche preoccupati al riguardo.”

La frenesia che ruota intorno all’Intelligenza Artificiale andrà ad aumentarne l’importanza da un punto di vista etico, e le aziende, usufruendo di queste tecnologie, dovrebbero essere pronte a mostrare in modo proattivo il loro punto di vista, al fine di dimostrare sincerità e trasparenza.

 

#3 Gli investimenti nel tech non accennano a diminuire

Secondo i 2018 Internet Trends Report, stiamo vivendo un secondo boom tecnologico.
A partire da Aprile 2018, le aziende tech rappresenteranno un quarto della capitalizzazione del mercato americano.
Amazon, Alphabet, Facebook, Intel, Apple e Microsoft erano nelle prime 6 posizioni della top 15 delle aziende che investono di più in ricerca e sviluppo.
Vale la pena mettere in risalto questo tendenza a investire sempre di più, sia da parte delle aziende pubbliche che quelle private, in particolare di quelle che si occupano di B2B.

Le ultime tendenze da tenere in considerazione, infine, sono il crescente investimento nel settore Health, che sta puntando a modelli di business fondati sul valore; la rapida accelerazione della disruption tecnologica; l’ascesa inarrestabile degli assistenti vocali e, per finire, la crescente minaccia della Cina al monopolio degli US nel settore tech.

Riflessioni su cibo e dintorni: #15 Traceability, Transparency & Trust

Food, Intellectual Property, Trend & Insight
Traceability, Transparency & Trust

What's on the menu? Gli Edelman Global Food&Beverage Insight riportano alcuni dei trend culinari e culturali più significativi che stanno plasmando il settore del food&beverage. Sviluppati con la collaborazione di 29 mercati del network, ci aiutano a capire non solo dove è arrivato...

What’s on the menu?

Gli Edelman Global Food&Beverage Insight riportano alcuni dei trend culinari e culturali più significativi che stanno plasmando il settore del food&beverage.
Sviluppati con la collaborazione di 29 mercati del network, ci aiutano a capire non solo dove è arrivato il settore oggi, ma anche cosa sta accadendo da un punto di vista più ampio.

La riflessione di questa settimana è sul packaging come strumento di engagement.

 

#15 Traceability, Transparency & Trust

La tracciabilità e la trasparenza totale sono alla base di ogni relazione brand/consumatore. Secondo lo studio di Edelman “Earned Brand 2017”, il 30% dei consumatori globali, nelle sue abitudini di spesa, è guidato dalla fiducia nei brand, molto più di quanto facesse cinque anni fa.
I consumatori richiedono trasparenza completa e totale: non è più sufficiente sapere cosa mangiano o bevono, è importante conoscere l’origine e la provenienza, quale sia il processo produttivo, il livello di sicurezza…

Oggi, anche grazie alla tecnologia, le aziende hanno l’opportunità di offrire ai propri  consumatori i mezzi per meglio conoscere i loro prodotti così come l’impegno verso una maggiore tracciabilità e trasparenza.

 

Perchè questo trend ci interessa?

Maggiore sarà la richiesta di affidabilità da parte dei consumatori, più alta sarà la forma di trasparenza che incarnerà la tecnologia e a cui i brand aspireranno.
Questo porterà a un’attenzione maggiore nei confronti degli ingredienti e nei processi. Creerà inoltre una maggiore discussione e comprensione riguardo la blockchain e i suoi usi per ottenere fiducia.

 

Clicca qui per la riflessione precedente #14 Purposeful Packaging

Riflessioni su cibo e dintorni: #14 Purposeful Packaging

Food, Intellectual Property, Trend & Insight

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What’s on the menu?

Gli Edelman Global Food&Beverage Insight riportano alcuni dei trend culinari e culturali più significativi che stanno plasmando il settore del food&beverage.
Sviluppati con la collaborazione di 29 mercati del network, ci aiutano a capire non solo dove è arrivato il settore oggi, ma anche cosa sta accadendo da un punto di vista più ampio.

La riflessione di questa settimana è sul packaging come strumento di engagement.

#14 Purposeful Packaging

Il packaging è sempre più strumento di connessione con i consumatori, sia quando viene utilizzato come mezzo di condivisione della purpose del brand, sia quando il suo “aspetto” e i suoi colori comunicano un messaggio e/o un benefit preciso.
In Giappone ad esempio la Nissin Noodles ha collaborato con un noto disegnatore perché apparissero dei messaggi attractive sul packaging.
In Danimarca invece, dopo la campagna “Share a Coke”, molte aziende hanno iniziato a personalizzare i packaging con stampe speciali, per suscitare un legame emotivo e personale con i loro consumatori.

 

Perchè questo trend ci interessa?

Ci si aspetta di vedere sempre più coinvolgimento dei consumatori tramite il packaging, specialmente con l’utilizzo di una palette di colori basata sull’umore o che possano psicologicamente ricondurre a un beneficio.

 

Clicca qui per vedere la riflessione precedente #13 Flower Power

Riflessioni su cibo e dintorni: #13 Flower Power

Food, Intellectual Property, Trend & Insight
flower power

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What’s on the menu?

Gli Edelman Global Food&Beverage Insight riportano alcuni dei trend culinari e culturali più significativi che stanno plasmando il settore del food&beverage.
Sviluppati con la collaborazione di 29 mercati del network, ci aiutano a capire non solo dove è arrivato il settore oggi, ma anche cosa sta accadendo da un punto di vista più ampio.

La riflessione di questa settimana è sulle proprietà e i molteplici usi dei fiori.

 

#13 Flower Power

I cocktail al gusto di fiori – violetta, ibiscus, sambuco, lavanda, rosa – sono molto popolari: caffelatte con lavanda, tè all’hibiscus o alla rosa, dolci alle violette, vini frizzanti al sambuco saranno molto presto la norma e non più delle varianti innovative.
In tutto il mondo si rileva un interesse sempre maggiore per i fiori edibili e il loro utilizzo come ingredienti per torte dolci e salate, piuttosto che come semplici decorazioni.

 

Perché questo trend ci interessa?

Visto che la ricerca verso bevande e cibi più salutari continua a crescere, i sapori floreali possono aiutare a rendere il cibo più piacevole alla vista e alle papille gustative.

 

Clicca qui per vedere la riflessione precedente sul #12 Going Solo

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